L’Agenzia Italiana del Farmaco ha disposto l’abrogazione delle Note 11 e 84, eliminando le limitazioni prescrittive per gli antivirali e riclassificando in fascia C i medicinali a base di calcio folinato. Le determine, pubblicate in Gazzetta ufficiale il primo aprile 2026, modificano il regime di prescrizione e rimborsabilità per diverse categorie di farmaci utilizzati in ambito territoriale.
Per quanto riguarda la Nota 84, vengono meno i vincoli alla prescrizione a carico del Servizio sanitario nazionale per gli antivirali a base di aciclovir, famciclovir, valaciclovir e brivudina, utilizzati nel trattamento delle infezioni da virus erpetici. I medicinali restano in classe A e sono quindi prescrivibili senza le limitazioni previste dalla precedente disciplina.
La Nota 11, relativa ai medicinali a base di calcio folinato, viene invece abrogata con contestuale riclassificazione in fascia C. I prodotti non sono più rimborsati dal Servizio sanitario nazionale e restano soggetti a prescrizione medica, ma a carico del paziente. Secondo quanto riportato nella determina, la decisione è motivata anche dall’assenza di consumi registrati negli ultimi anni per le confezioni interessate e dalla disponibilità di altre formulazioni classificate come SOP/OTC.
Sull’applicazione delle nuove disposizioni interviene il Sindacato Medici Italiani, che segnala criticità operative nei sistemi informatici della medicina generale. “La Nota Aifa 84, che prevede l’abrogazione dei limiti della prescrizione dei farmaci antivirali, sta mandando in tilt i sistemi gestionali dei medici di famiglia, perché non si riesce più a dematerializzare le ricette per i medicinali in questione”, afferma Gian Massimo Gioria, responsabile nazionale Area convenzionata SMI.
Secondo il sindacato, la problematica è stata segnalata all’Aifa, ma la risposta ricevuta indica che la questione deve essere risolta in altra sede. “Non vorremmo che i pazienti rimanessero senza terapie, a causa di un ritardo nel riconoscimento delle nuove norme da parte delle App gestionali”, aggiunge Gioria.
Le determine prevedono inoltre un monitoraggio della spesa e dei consumi a dodici mesi dall’entrata in vigore del provvedimento. In caso di incremento superiore al trend atteso, l’Aifa potrà avviare procedure di rinegoziazione per i medicinali coinvolti, mentre resta in capo a Regioni e aziende sanitarie la verifica dell’appropriatezza prescrittiva in ambito territoriale
Fonte:
https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2026/04/11/26A01765/SG
https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2026/04/11/26A01766/SG