L’intelligenza artificiale generativa è già entrata nella pratica quotidiana di medici e pazienti. Secondo l’ultima ricerca dell’Osservatorio Sanità Digitale del Politecnico di Milano, presentata al Festival dell’Economia di Trento, il 61% dei medici specialisti e dei medici di medicina generale dichiara di avere già utilizzato strumenti di AI generativa. Tra gli infermieri la quota è del 37%.
L’utilizzo avviene prevalentemente attraverso piattaforme generaliste non progettate specificamente per l’ambito sanitario. Parallelamente, il 36% dei cittadini riferisce di utilizzare chatbot basati su AI per cercare informazioni su salute, farmaci e terapie.
Secondo Chiara Sgarbossa, direttrice dell’Osservatorio, questi strumenti stanno entrando “rapidamente nella quotidianità di professionisti e cittadini” e richiedono “un approccio guidato da responsabilità e da un giusto senso di urgenza”.
L’indagine evidenzia però anche un problema di competenze. Un terzo dei medici specialisti dichiara di conoscere il rischio di “allucinazioni” dell’AI generativa, ma solo il 17% afferma di saperle riconoscere.
Nel report vengono indicati diversi possibili ambiti applicativi dell’intelligenza artificiale in sanità:
• supporto alla pre-interpretazione degli esami diagnostici;
• gestione delle liste d’attesa;
• telemedicina;
• presa in carico dei pazienti cronici;
• supporto alla relazione medico-paziente tramite strumenti conversazionali.
Andrea Laghi, direttore del Dipartimento di Diagnostica per Immagini dell’Irccs Istituto Clinico Humanitas, ha sottolineato che “il valore di un algoritmo di intelligenza artificiale non è nel vedere o meno una frattura ma, ad esempio, nel migliorare il percorso del paziente da quando arriva in Pronto soccorso a quando ne esce”.
Secondo i dati raccolti dall’Osservatorio:
• il 69% dei medici specialisti utilizza la Cartella clinica elettronica;
• il 48% degli specialisti e il 30% degli infermieri accede al Fascicolo sanitario elettronico;
• il 29% dei medici specialisti e dei medici di medicina generale ha effettuato televisite;
• due cittadini su tre hanno utilizzato il Fascicolo sanitario elettronico nell’ultimo anno.
L’Osservatorio segnala inoltre che un terzo delle strutture pubbliche teme un ridimensionamento dei progetti digitali nella fase successiva al PNRR.
Tra le priorità strategiche per il 2026 vengono indicate:
• cybersecurity;
• servizi digitali al cittadino;
• Cartella clinica elettronica;
• telemedicina;
• intelligenza artificiale.
Nel corso dell’incontro è stato inoltre ricordato che Agenas sta sviluppando la piattaforma nazionale “Mia”, basata sull’intelligenza artificiale, per supportare i medici di medicina generale nella presa in carico dei pazienti cronici.