Cresce l’utilizzo del 730 precompilato semplificato, ma per modificare o integrare alcune spese sanitarie il contribuente deve inserire più dati rispetto alla modalità ordinaria. Lo segnala Il Sole 24 Ore, che riporta come nelle prime due settimane di apertura del canale online il 76,8% delle consultazioni sia avvenuto tramite la modalità guidata. Nel 2025 la stessa procedura era stata scelta dal 60% dei contribuenti che avevano inviato autonomamente il modello 730.
Il sistema semplificato consente di compilare la dichiarazione attraverso un’interfaccia guidata che organizza le informazioni per categorie di uso comune, evitando l’intervento diretto nei quadri e nei righi del modello fiscale. Secondo quanto riportato dal quotidiano economico, la modalità risulta più intuitiva soprattutto per modificare o integrare dati già precaricati dall’Agenzia delle Entrate.
Per alcune spese sanitarie aggiuntive non presenti nel modello precompilato, però, il sistema richiede un numero maggiore di informazioni rispetto alla compilazione ordinaria. Se nella modalità tradizionale è sufficiente correggere l’importo nella casella dedicata, nella versione semplificata occorre indicare anche il soggetto che ha emesso il documento, la partita IVA, la data del pagamento e il numero del documento di spesa.
L’articolo precisa che alcune informazioni sono obbligatorie per completare la procedura, mentre altre restano facoltative. Il Sole 24 Ore ricorda inoltre che l’utilizzo del 730 semplificato non esclude eventuali controlli documentali da parte dell’Agenzia delle Entrate. In caso di verifica, restano necessari i documenti che attestano le spese detratte o modificate.
Secondo quanto confermato all’edizione economica dall’Agenzia delle Entrate, eventuali errori nella compilazione di alcuni campi online, come date o codici identificativi, non comportano conseguenze se la documentazione disponibile dimostra la correttezza della spesa indicata.