L’Istituto Superiore di Sanità (ISS) avvia una survey nazionale sui bisogni clinico-assistenziali dei pazienti con Parkinson e prepara l’aggiornamento delle linee guida su diagnosi e trattamento, ferme al 2013. L’annuncio è stato dato il in occasione della Giornata mondiale del Parkinson.
In Italia si stimano circa 300.000 persone con Parkinson e 600.000 familiari coinvolti. La patologia rappresenta la seconda malattia neurodegenerativa per impatto dopo la demenza, con un costo annuo complessivo di circa 8,5 miliardi di euro. Le stime indicano un possibile raddoppio dei casi entro il 2050.
L’aggiornamento delle linee guida, secondo quanto riferito dall’ISS, è finalizzato a uniformare i percorsi diagnostici e terapeutici e a ridurre le disuguaglianze territoriali. “Le linee guida, insieme ai PDTA di qualità, potranno contribuire a superare le differenze nell’accesso alle cure e nei tempi di diagnosi”, ha dichiarato Rocco Bellantone, presidente ISS.
Parallelamente, è stato definito il protocollo per una survey nazionale, coordinata dall’ISS, che sarà avviata nei prossimi mesi e coinvolgerà pazienti e familiari per raccogliere dati sui bisogni clinici e assistenziali. I risultati sono attesi entro la fine del 2026.
Sul piano organizzativo, la gestione del Parkinson in Italia presenta criticità. Il censimento nazionale indica la presenza di 21 Percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali attivi, di cui solo 8 a livello regionale, mentre oltre un quarto non prevede sistemi strutturati di monitoraggio.
Le prime linee di indirizzo nazionali sui PDTA sono già state elaborate e saranno portate nelle prossime settimane in Conferenza Unificata. L’obiettivo è fornire uno standard di riferimento per Regioni e Province autonome, in un contesto caratterizzato da forte variabilità territoriale.
Il Parkinson è inserito nel Piano nazionale della cronicità aggiornato nel 2025. Le attività in corso coinvolgono istituzioni, società scientifiche e associazioni di pazienti, con l’obiettivo di rafforzare l’organizzazione dell’assistenza e l’appropriatezza dei percorsi di cura.