Difficoltà economiche, rinuncia alle cure, crescita dell’obesità e cambiamento dell’atteggiamento degli italiani sui temi del fine vita. Sono alcuni degli aspetti evidenziati nel Rapporto Italia 2026 dell’Eurispes, presentato a Roma.
Secondo il rapporto, il 34,6% degli italiani ha rinunciato ai controlli medici periodici per motivi economici, dato in aumento rispetto al 27,2% registrato nel 2025. Crescono anche le rinunce alle cure odontoiatriche, che riguardano il 32,1% dei cittadini. Le difficoltà economiche coinvolgono inoltre visite specialistiche, acquisto di medicinali, terapie e interventi medici.
L’Eurispes collega il fenomeno all’aumento della pressione economica sulle famiglie. Circa il 60% dichiara di arrivare a fine mese con difficoltà, mentre il 25,5% segnala problemi nel sostenere le spese mediche. Il 45,6% indica inoltre il pagamento dell’affitto come una delle principali criticità economiche.
Nel rapporto trova spazio anche il tema degli stili di vita e dell’alimentazione. Secondo Eurispes, in Italia il 38,9% degli adulti è in sovrappeso e il 9,8% è obeso. Tra i giovani di età compresa tra 18 e 24 anni il 72,9% consuma cibi confezionati e ultraprocessati, mentre il 75,7% dichiara di assumere bevande gassate, energy drink o succhi industriali.
Il documento sottolinea che obesità e sovrappeso non possono essere letti solo come il risultato di scelte individuali, ma anche come fenomeni legati al contesto sociale, culturale ed economico.
Nel Rapporto Italia 2026 emerge inoltre una crescita del consenso sui temi del fine vita. Il 70,2% degli italiani si dichiara favorevole all’eutanasia, rispetto al 66,7% rilevato nel 2024. L’80,2% è favorevole al testamento biologico, mentre il 54,3% esprime consenso verso il suicidio assistito.
Secondo Eurispes, le fasce più giovani mostrano livelli di consenso più elevati sia sull’eutanasia sia sul suicidio assistito. Per quanto riguarda il testamento biologico, i favorevoli superano l’85% tra i 25 e i 44 anni.
Il rapporto affronta anche il tema della fragilità sociale e dell’accesso alle cure. “La salute è tornata a essere, in molti casi, un privilegio di classe”, osserva Eurispes, richiamando le criticità legate alle liste d’attesa, alla carenza di medici di medicina generale e alla crescente difficoltà del Servizio sanitario nazionale nel garantire un accesso uniforme alle prestazioni.