Il monossido di carbonio provoca ogni anno in Italia tra 350 e 600 decessi e oltre 6.000 ricoveri ospedalieri per intossicazione, con circa l’80% degli episodi che si verifica all’interno delle abitazioni. È quanto evidenzia la Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA) in un comunicato diffuso il 5 febbraio, in seguito a un recente episodio di cronaca avvenuto in provincia di Lucca.
Il monossido di carbonio (CO) è un gas incolore e inodore prodotto dalla combustione di motori a benzina, fornelli, generatori, lampade a gas, radiatori portatili a kerosene o gas, caldaie, scaldabagni, caminetti e stufe a legna o gas. Una volta inalato, si lega all’emoglobina con un’affinità superiore di oltre 200 volte rispetto all’ossigeno, determinando la formazione di carbossiemoglobina e compromettendo il trasporto di ossigeno ai tessuti, con conseguente ipossia.
Secondo la SIMA, nelle abitazioni i livelli di CO in condizioni normali oscillano tra 1,5 e 4,5 mg/m³, ma in presenza di sistemi di combustione e ventilazione inadeguata possono raggiungere concentrazioni fino a 60 mg/m³. A concentrazioni inferiori a 5 mg/m³ non si osservano effetti significativi negli individui sani, mentre nei pazienti con patologie cardiache anche basse concentrazioni possono provocare crisi anginose.
L’esposizione a concentrazioni più elevate può determinare sintomi quali cefalea, vertigini, debolezza, nausea, vomito, dolore toracico e stato confusionale. In caso di esposizioni prolungate a basse concentrazioni sono state descritte manifestazioni come astenia, cefalea, vertigini, nevriti, sindromi parkinsoniane ed epilettiche, aritmie e crisi anginose.
“La severità delle manifestazioni cliniche da intossicazione da CO dipende dalla sua concentrazione nell’aria inspirata, dalla durata dell’esposizione e dalle condizioni di salute delle persone coinvolte”, afferma Alessandro Miani, presidente della SIMA. “Particolarmente suscettibili sono gli anziani, le persone con affezioni dell’apparato cardiovascolare e respiratorio, le donne in stato di gravidanza, i neonati ed i bambini in genere”.
Sul fronte della prevenzione, la società scientifica sottolinea l’importanza della manutenzione periodica degli impianti di riscaldamento, dello spegnimento dei motori dei veicoli quando si trovano in ambienti chiusi e del divieto di utilizzo in ambienti domestici di sistemi di cottura progettati per uso esterno. La SIMA evidenzia inoltre l’utilità dell’installazione di dispositivi di rilevazione del monossido di carbonio nelle abitazioni private.