Il Consiglio di Stato riapre il contenzioso sul semestre filtro per l’accesso a Medicina, ma il Ministero dell’Università e della Ricerca assicura che “non vi è stato alcun cambiamento” rispetto alla riforma introdotta dal governo. Le ordinanze dei giudici amministrativi, relative a cinque ricorsi presentati da studenti patrocinati dagli avvocati Michele Bonetti e Santi Delia e sostenuti dall’Unione degli Universitari, hanno disposto la rapida fissazione del giudizio di merito e annullato la condanna alle spese stabilita in primo grado dal Tar Lazio.
I ricorsi contestano diversi aspetti del nuovo sistema di accesso, a partire dal decreto approvato il 23 dicembre 2025 dopo lo svolgimento degli esami del semestre filtro. Gli studenti segnalano inoltre posti rimasti vacanti e presunte irregolarità che avrebbero determinato l’esclusione di migliaia di iscritti dal percorso universitario.
“È la prima breccia nel muro”, affermano Bonetti e Delia, secondo cui il Consiglio di Stato avrebbe riconosciuto la necessità di un approfondimento nel giudizio di merito. Secondo l’Unione degli Universitari, oltre 4.000 studenti hanno presentato ricorso contro il nuovo modello di accesso.
Dal ministero arrivano però rassicurazioni. “Le ordinanze del Consiglio di Stato non mettono in discussione l’impianto della riforma del semestre aperto di Medicina”, spiegano fonti del Mur, secondo cui la fissazione rapida dell’udienza rappresenta “un ordinario passaggio procedurale”. Il ministero invita inoltre a evitare “interpretazioni che rischiano di generare confusione e incertezza tra gli studenti e le loro famiglie”.
La ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, intervistata dal Sole 24 Ore, ha confermato l’intenzione del governo di proseguire anche nel 2026-27 con il semestre aperto. “Avanti allora anche nel 2026-27 con il semestre aperto. Magari con qualche ritocco che consenta agli studenti di prepararsi meglio”, ha dichiarato, rilanciando anche sull’aumento dei posti disponibili fino a quota 30.000.
Bernini ha difeso il nuovo modello definendolo un “cambio di paradigma”, basato su un sistema di selezione “dentro l’università e non fuori”. La ministra ha inoltre sostenuto che Tar e Consiglio di Stato abbiano confermato la regolarità delle procedure e dell’impianto normativo.
La graduatoria del primo semestre filtro è stata pubblicata a gennaio. Secondo i dati riportati dal ministero, 22.688 studenti hanno superato almeno uno dei tre esami previsti – biologia, chimica e fisica – concorrendo per 17.278 posti disponibili a Medicina. Gli studenti esclusi hanno avuto accesso ai corsi “affini” indicati al momento dell’iscrizione, tra cui Biotecnologie, Biologia, Farmacia e Scienze infermieristiche.
Il nuovo sistema è stato però contestato fin dalla prima applicazione. I risultati bassi del primo appello avevano portato il governo a introdurre un secondo appello straordinario per consentire la copertura dei posti disponibili. Restano ora aperti sia il fronte giudiziario sia il confronto politico sul futuro del semestre filtro.