Il ministero della Salute ha aggiornato le indicazioni operative per la gestione clinica e diagnostica dei casi sospetti di infezione da hantavirus Andes dopo il focolaio registrato sulla nave MV Hondius, che ha causato nove casi complessivi e tre decessi. La circolare definisce criteri di sospetto clinico, strategie di testing, misure di isolamento e procedure di sorveglianza sanitaria per pazienti e contatti.
Secondo il documento, i casi associati al cluster internazionale hanno presentato inizialmente sintomi aspecifici, con cefalea, febbre, mialgie e disturbi gastrointestinali, seguiti in alcuni pazienti da rapido peggioramento respiratorio e cardiovascolare. In diversi casi il quadro clinico è evoluto entro 24-48 ore verso distress respiratorio acuto, shock e insufficienza multiorgano.
La circolare richiama l’attenzione dei clinici sulla possibilità che l’infezione si presenti inizialmente con diarrea, nausea, vomito, astenia o vertigini prima dell’insorgenza dei sintomi respiratori. Tra i segni compatibili con caso sospetto vengono indicati febbre acuta, dolori muscolari, cefalea, brividi, sintomi gastrointestinali e respiratori in soggetti con esposizione epidemiologica compatibile.
Il ministero ricorda che il periodo di incubazione dell’Andes virus può variare da sette a 42 giorni e che la trasmissione interumana, pur rara, è stata documentata in contesti di contatto stretto e prolungato.
Per la diagnosi viene raccomandato l’utilizzo prioritario della PCR nelle fasi iniziali della malattia sintomatica. La sierologia IgM diventa generalmente positiva dopo l’esordio clinico. Il documento avverte inoltre che i test eseguiti durante la fase di incubazione possono risultare falsamente negativi e non escludere l’infezione.
Secondo la strategia definita dal ministero, i test devono essere prioritariamente riservati ai soggetti sintomatici, in particolare in presenza di un quadro compatibile con sindrome cardiopolmonare da hantavirus. Nei casi clinicamente sospetti ma inizialmente negativi agli accertamenti microbiologici routinari, viene indicata la possibilità di approfondimento infettivologico specifico anche in assenza di un collegamento epidemiologico certo con la nave MV Hondius.
La circolare specifica, inoltre, le matrici biologiche utili per la diagnosi. Nelle fasi precoci vengono indicati sangue con EDTA, plasma e siero per la ricerca molecolare dell’RNA virale mediante RT-PCR o real-time RT-PCR. In presenza di sintomatologia respiratoria possono essere utilizzati anche campioni delle vie respiratorie.
Per la conferma sierologica vengono raccomandati test IgM e IgG, pur segnalando la possibile cross-reattività con altri hantavirus e la necessità di interpretare i risultati alla luce del quadro clinico ed epidemiologico.
Il documento dedica un capitolo specifico alle misure di biosicurezza. L’Andes virus viene classificato come agente biologico di gruppo 3 e il ministero raccomanda che la manipolazione dei campioni avvenga con misure rafforzate di contenimento e dispositivi di protezione adeguati, in particolare durante le procedure a rischio aerosol.
La circolare conferma infine che il rischio per la popolazione generale italiana resta molto basso, in linea con le valutazioni di Ecdc e Oms. Tuttavia il ministero invita a mantenere elevata l’attenzione clinica e diagnostica per favorire l’identificazione precoce di eventuali casi importati o secondari.