La riforma dei medici di famiglia procederà in due fasi, con un decreto legge per le misure considerate urgenti e un successivo disegno di legge per gli interventi strutturali. È quanto emerge dalle anticipazioni sul progetto di riforma del ministro della Salute Orazio Schillaci.
Secondo quanto riportato dalle ricostruzioni giornalistiche, il governo punta a portare entro fine maggio in Consiglio dei ministri un decreto legge “light” per rendere operative le Case di Comunità finanziate dal Pnrr e affrontare la carenza di personale nella medicina territoriale. Il provvedimento avrebbe già ricevuto il via libera politico della presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Tra le misure previste figurerebbe l’introduzione di un doppio canale per i medici di medicina generale: da un lato il mantenimento dell’attuale sistema convenzionato, dall’altro la possibilità per le Regioni con maggiori criticità organizzative di assumere medici di famiglia come dipendenti del Servizio sanitario nazionale.
Le anticipazioni indicano inoltre un obbligo di attività nelle Case di Comunità per medici di famiglia e pediatri di libera scelta. Si ipotizza un impegno minimo di sei ore settimanali, modulato in base al numero degli assistiti.
Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, nel decreto potrebbero rientrare anche l’estensione fino ai 18 anni dell’assistenza pediatrica e l’apertura delle Case di Comunità a specialisti con formazione affine, come geriatri e internisti.
La parte più strutturale della riforma verrebbe invece rinviata a un disegno di legge successivo. Tra i punti indicati dalle anticipazioni figurano la revisione del sistema di remunerazione dei medici di famiglia e la riforma della formazione in medicina generale.
Il nuovo modello di remunerazione, secondo quanto anticipato, potrebbe superare il criterio basato esclusivamente sul numero degli assistiti per introdurre una quota collegata agli “obiettivi” e alle attività svolte. Tra le ipotesi riportate figurano incentivi per presa in carico dei cronici, digitalizzazione, prevenzione e lavoro nelle Case di Comunità.
L’accelerazione sulla riforma sarebbe legata anche alla necessità di rispettare le scadenze del Pnrr ed evitare criticità nell’avvio delle strutture territoriali.