Dopo il via libera al Piano pandemico nazionale 2025-2029 da parte della Conferenza Stato-Regioni, la Simit indica nei virus respiratori, e in particolare nell’influenza, lo scenario pandemico più probabile
“Più che concentrarci sulle tempistiche, è importante che sia arrivato un nuovo Piano e che si stia lavorando sull’essere preparati”, afferma Cristina Mussini, presidente Simit. “La pandemia più probabile in futuro resta comunque quella influenzale”, legata a fenomeni di shift antigenico che possono generare varianti completamente nuove per il sistema immunitario.
Il Piano, illustrato dal Ministero della Salute, prevede una programmazione quinquennale, un approccio flessibile applicabile a diversi scenari epidemiologici e uno stanziamento complessivo di oltre 1,1 miliardi di euro per rafforzare prevenzione, capacità di laboratorio, scorte strategiche e sistemi di sorveglianza .
Nella fase attuativa, le Regioni hanno indicato alcune priorità operative, tra cui l’utilizzo delle risorse anche per il reclutamento di personale e la necessità di un confronto strutturato con il livello centrale per la gestione delle misure.
Secondo Mussini, le pandemie causate da virus respiratori risultano più rilevanti per l’impatto sulla popolazione, per la maggiore facilità di trasmissione. Altri agenti patogeni, come il virus mpox o il virus Nipah, possono rappresentare minacce emergenti ma con una diffusione generalmente più limitata.
“La preparazione deve avvenire sul campo”, sottolinea la presidente Simit, ricordando l’avvio di una rete con la Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva e con la Società italiana di medicina del soccorso per rafforzare la risposta operativa a eventuali nuove emergenze.
Il quadro che emerge, tra strategia nazionale, attuazione regionale e indicazioni delle società scientifiche, pone al centro il rafforzamento della preparedness clinica e organizzativa del Servizio sanitario nazionale.