Il Governo conferma la riforma della medicina territoriale ma esclude modifiche al rapporto fiduciario tra cittadini e medici di famiglia. Lo ha dichiarato il ministro della Salute Orazio Schillaci intervenendo il 29 aprile a Unomattina su Rai1, affrontando i principali dossier aperti del Servizio sanitario nazionale: medicina generale, liste d’attesa, appropriatezza prescrittiva ed equità di accesso.
“Non vogliamo assolutamente abolire il rapporto fiduciario che c’è tra i medici di famiglia e i cittadini”, ha affermato il ministro. L’obiettivo indicato è una medicina territoriale “più performante”, con accesso più semplice alle cure e maggiore integrazione con le Case di comunità. Schillaci ha aggiunto che il percorso sarà sviluppato “con le Regioni e con i medici”.
Il riferimento arriva nel pieno del confronto sulla riorganizzazione della medicina generale. Il ministro ha richiamato la necessità di aggiornare l’assetto del sistema dopo 47 anni dalla nascita del Servizio sanitario nazionale, puntando su una sanità più vicina ai pazienti fragili, ai più deboli e a chi vive condizioni di disagio economico.
Sul fronte delle liste d’attesa, Schillaci ha sostenuto che si registra “un trend che va in una direzione di miglioramento”. Secondo i dati citati dal ministro, oggi l’81% delle visite specialistiche viene erogato nei tempi previsti. Resta però il nodo delle prestazioni urgenti: “Dobbiamo aggredire anche quel 20% che non viene eseguito nei tempi richiesti”.
Tra gli esempi riportati, alcuni centri riuscirebbero a garantire una Tac del torace in quattro giorni e una visita cardiologica specialistica in cinque giorni. Inoltre, più di mille ospedali avrebbero migliorato fino al 20% e oltre il numero di prestazioni e i tempi di riduzione delle attese rispetto all’anno precedente.
Un altro passaggio ha riguardato l’appropriatezza prescrittiva. “Oggi si fanno ancora troppi esami inutili”, ha dichiarato il ministro, collegando il fenomeno all’allungamento delle liste. L’obiettivo indicato è far sì che i cittadini effettuino gli esami necessari nei tempi corretti, evitando prestazioni non utili.
Schillaci ha annunciato un lavoro con l’Istituto superiore di sanità per definire linee guida aggiornate e buone pratiche cliniche. Ha inoltre richiamato la tutela dei professionisti quando prescrivono quanto necessario o negano prestazioni inappropriate, ricordando le recenti modifiche sulla responsabilità professionale.
Spazio anche al tema della presa in carico dei pazienti fragili. Secondo il ministro, a queste persone deve essere garantita una lista d’attesa non dipendente dal Cup, ma percorsi dedicati gestiti dalle strutture che già li seguono.
Infine, Schillaci ha definito “inaccettabile” che aspettativa di vita e possibilità di cura possano dipendere dal luogo di residenza o dal reddito, richiamando la necessità di garantire pari accesso alle cure su tutto il territorio nazionale.