Il Ministero dell’Università e della Ricerca valuta interventi di manutenzione sulla riforma dell’accesso a Medicina senza modificarne l’impianto generale. Lo scrive Italia Oggi, secondo cui il Mur starebbe lavorando ad alcuni correttivi da applicare già in vista del prossimo anno accademico.
Tra le ipotesi indicate figurano l’allungamento della durata dei corsi del cosiddetto semestre filtro, un intervallo più ampio tra la conclusione delle lezioni e la data delle prove d’esame, oltre a una revisione dei programmi di Chimica, Fisica e Biologia per avvicinarli maggiormente ai percorsi delle scuole superiori.
Secondo il quotidiano economico, al Ministero resta confermata la struttura complessiva della riforma, che ha sostituito il tradizionale test di ingresso con un primo semestre aperto e successiva selezione nazionale.
L’orientamento sarebbe stato rafforzato anche dalle recenti decisioni del Tar del Lazio, che hanno respinto i ricorsi presentati contro il nuovo sistema, ritenendo legittimi i principali meccanismi previsti dalla riforma.
Anche nell’autunno 2026 gli studenti potranno iscriversi liberamente al primo semestre dei corsi di Medicina e Chirurgia, Odontoiatria e protesi dentaria e Medicina veterinaria, con iscrizione parallela a un corso affine.
Gli insegnamenti fondamentali resterebbero Chimica e propedeutica biochimica, Fisica e Biologia, per un totale di 18 crediti formativi.
Al termine del semestre si svolgerebbero prove contemporanee in tutte le università, con quesiti uguali su base nazionale. Il punteggio ottenuto determinerà la posizione nelle graduatorie nazionali, articolate in scaglioni dopo le modifiche introdotte a fine 2025.
Secondo Italia Oggi, il Mur starebbe concentrando l’attenzione su tre aspetti:
• prolungare la durata dei corsi del semestre aperto;
• aumentare il tempo disponibile tra fine lezioni ed esami;
• rivedere i syllabi delle materie di base.
Resterebbe invece ancora aperta la valutazione sulla possibilità di scegliere tra voti ottenuti in diverse sessioni d’esame.