Slitta al 1° gennaio 2028 l’entrata in vigore su tutto il territorio nazionale della nuova valutazione multidimensionale unificata per l’accertamento dell’invalidità delle persone over 70 con patologie croniche. Lo chiarisce l’Inps nel messaggio n. 1377/2026, richiamando la proroga prevista dal decreto Milleproroghe convertito nella legge n. 26/2026.
Il nuovo sistema era previsto dal decreto legislativo n. 29/2024 e punta a unificare il percorso di accertamento dell’invalidità civile e dell’accesso ai servizi sociali e sociosanitari per le persone anziane con bisogni assistenziali complessi.
Prima dell’avvio nazionale, il nuovo iter sarà applicato in via sperimentale dal 1° gennaio 2027 nei territori già coinvolti nella sperimentazione della riforma della disabilità prevista dal decreto legislativo n. 62/2024.
Fino a quella data, per le persone over 70 affette da patologie croniche e ingravescenti continueranno ad applicarsi le norme attualmente vigenti in materia di accertamento della disabilità e dell’invalidità civile.
Secondo quanto riportato nell’articolo, dal 1° giugno 2026, nelle province interessate dalla sperimentazione della riforma della disabilità, gli over 70 che avviano il percorso di riconoscimento dovranno seguire il nuovo iter per l’accertamento sia della condizione di disabilità sia dell’invalidità civile.
• presentazione del certificato medico introduttivo;
• abbinamento del certificato alla domanda di accertamento sanitario;
• valutazione da parte delle commissioni mediche delle Asl;
• validazione dell’esito da parte dell’Inps entro 60 giorni;
• invio del verbale all’interessato ed eventuale riconoscimento della prestazione economica.
La nuova valutazione multidimensionale unificata dovrebbe svolgersi attraverso i Punti unici di accesso (Pua) collocati nelle strutture del Servizio sanitario nazionale, individuate nelle Case della Comunità.
Il nuovo sistema si applica alle persone che presentano congiuntamente questi requisiti:
• età pari o superiore a 70 anni;
• presenza di almeno una patologia cronica;
• progressiva riduzione delle normali funzioni fisiologiche;
• rischio di perdita dell’autonomia nelle attività fondamentali della vita quotidiana.
Per i medici di medicina generale e per gli specialisti il tema resta rilevante, in particolare per la compilazione della certificazione introduttiva e per l’orientamento dei pazienti anziani nei nuovi percorsi di accesso ai benefici assistenziali.