I medici di famiglia non devono diventare dipendenti del Servizio sanitario nazionale. È la posizione espressa dal segretario nazionale di Forza Italia Antonio Tajani, che interviene sul tema dell’organizzazione della medicina generale.
“Va escluso pensare di far diventare i medici di famiglia, oggi insostituibili professionisti autonomi, lavoratori dipendenti del sistema sanitario nazionale, perché il rapporto fiduciario con i cittadini non va ostacolato ma bensì valorizzato”, afferma Tajani. Il vicepremier sottolinea la necessità di “dialogare con i soggetti rappresentativi dell’area convenzionata per condividere ulteriori soluzioni da portare alle scelte governative e parlamentari”.
Secondo Tajani, il medico di famiglia rappresenta “un presidio sanitario e sociale insostituibile” e il rapporto di lavoro deve rimanere “para subordinato convenzionato, cioè autonomo”. Il riferimento è anche al disegno di legge presentato da Forza Italia che riguarda attività, stato giuridico e trattamento dei medici di medicina generale, con l’obiettivo di valorizzarne il ruolo e prevedere una presenza nelle case di comunità in coordinamento con il sistema sanitario regionale.
Sulla stessa linea la presidente dei senatori di Forza Italia Stefania Craxi, che ribadisce la contrarietà a trasformare i medici di famiglia in “anonimi burocrati chiusi nelle case di comunità”. Craxi propone un atto di indirizzo per modificare il convenzionamento in funzione di studi associati “che dovranno garantire reperibilità, fiduciarietà, prossimità”.
Nel quadro indicato dal partito, il mantenimento del modello convenzionato viene associato allo sviluppo degli studi associati e alla definizione degli accordi collettivi e delle convenzioni 2025-2027, chiamati a regolare l’attività dei medici convenzionati, inclusi pediatri e specialisti ambulatoriali.