Bruciore di stomaco, dolore addominale e cattiva digestione vengono spesso definiti genericamente “gastrite”, ma l’utilizzo improprio del termine rischia di favorire automedicazione, uso scorretto di farmaci e ritardi diagnostici. A richiamare l’attenzione sul tema sono gli specialisti di AIGO, l’Associazione Italiana Gastroenterologi ed Endoscopisti Ospedalieri.
“Il primo punto fondamentale è che gastrite non significa semplicemente dolore o bruciore allo stomaco”, spiega Guido Manfredi, consigliere nazionale AIGO. “Molti disturbi che i pazienti definiscono gastrite sono in realtà reflusso gastroesofageo, dispepsia funzionale o altri disturbi digestivi. La vera gastrite è invece un’infiammazione della mucosa gastrica che deve essere documentata attraverso gastroscopia e biopsie”.
Secondo gli specialisti, tra gli errori più frequenti vi sono l’uso cronico di antiacidi o inibitori di pompa protonica senza controlli medici, diete inutilmente restrittive e la sottovalutazione di sintomi che richiederebbero approfondimenti specialistici.
Tra le principali cause di gastrite vi è l’infezione da Helicobacter pylori, batterio associato a infiammazione cronica gastrica, ulcere e possibili evoluzioni verso forme più severe. “Quando viene identificata l’infezione da Helicobacter pylori è importante trattarla con una terapia eradicante appropriata”, sottolinea Manfredi.
Un ruolo rilevante può essere svolto anche dall’uso prolungato di FANS, aspirina e, in alcuni casi, cortisonici associati ad altre terapie. Esistono inoltre forme autoimmuni associate ad anemia perniciosa, carenza di vitamina B12 e altre patologie autoimmuni.
Sul piano diagnostico, AIGO richiama l’attenzione sull’appropriatezza della gastroscopia. “La gastroscopia diventa necessaria quando si sospetta una lesione organica oppure quando l’esame può modificare concretamente il percorso diagnostico e terapeutico”, spiega Manfredi. Tra i sintomi che meritano valutazione specialistica vengono indicati perdita di peso inspiegata, sanguinamento, vomito persistente, disfagia, anemia e dolore notturno, soprattutto dopo i 50 anni o in presenza di familiarità per tumori gastrici.
Il comunicato richiama anche il tema della prevenzione oncologica. “In alcuni casi l’infiammazione cronica dello stomaco può evolvere lentamente verso lesioni precancerose”, spiega Renato Cannizzaro, responsabile della Commissione Oncologia di AIGO. Secondo gli specialisti, diagnosi precoce, controlli mirati ed eradicazione dell’Helicobacter pylori rappresentano strumenti fondamentali di prevenzione.
AIGO sottolinea inoltre il ruolo delle tecnologie avanzate — tra cui cromoendoscopia, magnificazione endoscopica, endomicroscopia e strumenti supportati dall’intelligenza artificiale — nell’identificazione precoce delle lesioni gastriche.
Secondo gli esperti, la prevenzione passa soprattutto da stili di vita equilibrati e da diagnosi corrette. “L’errore più frequente è attribuire automaticamente ogni sintomo digestivo alla gastrite senza una diagnosi precisa”, conclude Manfredi. “Serve invece un approccio personalizzato, scientificamente corretto e proporzionato ai reali fattori di rischio”.