La cirrosi e il tumore del fegato causano circa 780 decessi al giorno in Europa e rappresentano ancora oggi la seconda causa di perdita di anni di vita lavorativa nel continente. È quanto riportato in un editoriale pubblicato su The Lancet e richiamato dalla Società Italiana di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva (SIGE) in una nota.
Nel testo viene citata la valutazione della seconda Commissione EASL-Lancet, che sottolinea l’urgenza di integrare le patologie epatiche nelle strategie globali contro le malattie non trasmissibili.
Secondo la Commissione, la salute del fegato continua a rappresentare un aspetto trascurato nell’agenda sanitaria internazionale. Già nel 2021 la prima Commissione EASL-Lancet aveva evidenziato come le malattie epatiche costituissero la seconda causa principale di anni di vita lavorativa persi in Europa, precedute solo dalla cardiopatia ischemica.
Tra i principali fattori di rischio indicati vi sono consumo di alcol, sovrappeso e inattività fisica, condizioni condivise anche con altre patologie croniche non trasmissibili.
“Come rilevato dalla stessa Commissione, alcune delle principali condizioni alla base delle patologie epatiche sono comuni anche ad altre condizioni patologiche non trasmissibili ed è quindi importante modificare questi comportamenti”, ha dichiarato Edoardo G. Giannini, presidente SIGE e direttore della Clinica Gastroenterologica dell’Università di Genova e dell’IRCCS Policlinico San Martino di Genova.
Nel comunicato la SIGE richiama inoltre l’attenzione sulla crescita della malattia epatica steatosica associata a disfunzione metabolica (MASLD). Secondo le proiezioni riportate, entro il 2050 tra il 60% e il 70% della popolazione adulta italiana potrebbe trovarsi in condizione di sovrappeso o obesità.
“È necessario che le istituzioni riconoscano che l’approccio maggiormente remunerativo, sia sul piano sanitario sia su quello economico, è quello di concentrarsi maggiormente sulla prevenzione delle patologie epatiche non trasmissibili e sulla diagnosi precoce della fibrosi”, ha aggiunto Giannini.
La SIGE sostiene inoltre l’appello per una risoluzione dell’Assemblea Mondiale della Sanità che integri ufficialmente le malattie epatiche nelle strategie contro le malattie non trasmissibili.
Nel comunicato viene infine richiamata l’importanza della promozione di stili di vita sani e della sensibilizzazione sui possibili danni associati al consumo di alimenti ultra-processati.