Calano i casi di influenza e di covid, ma negli studi dei medici di famiglia aumentano le visite per tonsilliti importanti, "vediamo già qualche rinite allergica" e soprattutto tanti mal di pancia, con "forme gastroenteriche di lunga durata che, in realtà, hanno caratterizzato l'intera stagione". Lo spiega all'Adnkronos Salute Silvestro Scotti, segretario nazionale della Federazione italiana dei medici di medicina generale (Fimmg). Secondo l’ultimo bollettino settimanale pubblicato online dal ministero della Salute, nell'ultima settimana, dal 13 al 19 febbraio, ci sono stati 635 casi Covid (erano 636 nella precedente). I nuovi decessi passano da 25 a 29. Salgono i tamponi, a 47.502 contro i 45.742 del 6-12 febbraio. Stabile il tasso di positività, pari all'1,3% (era 1,4%). La Lombardia è ancora la regione che in numeri assoluti ha segnalato più casi (169), mentre le Marche continuano a registrare il tasso di positività più alto (16,3%). Dei 29 decessi, 16 sono in Lombardia. Quindici le regioni dove in questa settimana non sono stati registrati morti.
Per quanto riguarda il bilancio della stagione influenzale, "quest'anno è stato abbastanza impegnativo perché sicuramente l'infezione è stata caratterizzata da una lunga durata, in termini di giorni di malattia. Una persistenza più lunga dei sintomi che ovviamente spaventa il paziente", osserva Scotti. "In molti casi questo ha comportato visitare lo stesso assistito più volte per la permanenza di alcuni sintomi e complicanze di tipo bronchiale. Abbiamo visto parecchie bronchiti e qualche polmonite persistente". I tempi lunghi della malattia influenzale "hanno reso questa stagione particolarmente impegnativa", ribadisce il segretario Fimmg. Se infatti negli anni precedenti "si visitava il paziente che ne aveva necessità una volta e in 5-6 giorni la patologia era risolta, quest'anno i tempi si sono raddoppiati, siamo arrivati a 10 giorni. E dobbiamo tenere conto del fatto che, dopo il Covid, ravvisiamo una maggiore ipocondria del cittadino italiano, a prescindere dall'età. Quindi le richieste di visita, a fronte di una lunga durata dei sintomi, sono cresciute". Ora il picco è passato, "ma la 'coda' - prospetta Scotti - considerando gli andamenti dei vari anni, persisterà, presumibilmente, fino a marzo".
Il virus più presente è il gastroenterico, spiega Scotti. “Ha avuto un'incidenza più stabile nel tempo rispetto a quella dei virus respiratori". Inoltre "si riaffacciano fenomeni da raffreddamento, anche legati a reattività allergica. Quindi cominciamo a vedere le riniti e le congiuntiviti allergiche, dovute tra l'altro al vento che in molte parti d'Italia c'è stato in questi giorni". In più "vediamo una ripresa di forme batteriche, soprattutto streptococco tonsillari, molte tonsilliti purulente, chiaramente identificabili come forme batteriche non virali".