La Procura di Brescia ha iscritto dieci medici nel registro degli indagati per la morte di una bimba durante il parto. Si tratta di un'intera équipe dell'ospedale di Desenzano dove a fine gennaio si è consumata la tragedia che ha colpito una famiglia dell'Est Europa. Al caso se n'è aggiunto un altro tre giorni dopo, quando uno dei medici coinvolti si è tolto la vita a Trento gettandosi da un ponte. “Qui c'è un conflitto di coscienza – dichiara all'Adnkronos Salute Filippo Anelli, presidente della Fnomceo (Federazione italiana degli Ordini dei medici, chirurghi e odontoiatri) - se i due episodi tristissimi fossero legati, avrebbe portato il collega a compiere l'estremo gesto nello sconforto di non essere riuscito a salvare una vita. Questa è la cosa che più fa male, anche perché i medici vivono la professione per aiutare le persone e ogni vita che si perde è un sconfitta e per alcuni un insuccesso".
La neonata è venuta alla luce lo scorso 31 gennaio nell'ospedale di Desenzano del Garda. La gravidanza senza problemi si trasforma in ultime ore difficili con un travaglio complicato: la piccola va in ipossia - una carenza di ossigeno nell'intero organismo - e viene trasportata in ambulanza all'ospedale di Brescia, ma per lei non c'è nulla da fare. I genitori denunciato l'accaduto e parte l'indagine per omicidio colposo e il sequestro della cartella medica. Tre giorni dopo, il 3 febbraio, un ginecologo di 39 anni - che faceva parte dell'équipe - viene trovato senza vita: si è gettato da un ponte in provincia di Trento. Nulla lega le due morti, ma la procura di Trento ha aperto un fascicolo proprio per escludere qualsiasi legame tra il suicidio del professionista e la morte in ospedale.
"Tutti noi vorremmo risolvere ogni tipo di malattia o dolore - aggiunge Anelli - ma il non riuscirci e lo sconforto per questo fallimento sono miscele che incidono sulla vita di medico e sulla sua sensibilità rispetto al paziente". A commentare l’accaduto anche Germano Bettoncelli, presidente dell'Ordine dei medici di Brescia che ha espresso un "sentimento di sconforto per gli aspetti umani che accompagnano questa vicenda". Un accenno alla "reazione umana e intima" di fronte a un episodio che tocca i camici bianchi ovviamente in maniera più diretta. "I sentimenti sono questi", conclude Bettoncelli, senza per ora aggiungere altro.