L'inquinamento atmosferico rappresenta “un'emergenza sanitaria”, “è responsabile dell'aumento di patologie respiratorie, cardiovascolari e neurodegenerative, oltre ad avere effetti negativi sulla salute riproduttiva e sullo sviluppo infantile”. L’allarme arriva da un position paper dell’Associazione medici per l'ambiente-Isde Italia. "L'inquinamento atmosferico è il principale rischio ambientale per la salute pubblica in Europa e in Italia. Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), ogni anno nel mondo circa 8,1 milioni di persone muoiono prematuramente a causa dell'aria inquinata, mentre l'Agenzia Europea dell'Ambiente stima che solo nel nostro Paese l'esposizione agli inquinanti atmosferici provochi decine di migliaia di decessi prematuri all'anno”, ricorda l'Isde.
Il lavoro è curato da Paolo Bartolotti, membro della Giunta Esecutiva Isde Italia, e con il contributo di numerosi esperti e ricercatori. Il documento, che segue il 'Webinar di aggiornamento sui principali problemi connessi all'inquinamento dell'aria per una strategia comune' , offre un'analisi approfondita sugli effetti dell'inquinamento sulla salute, sulle fonti di emissione e sulle strategie di mitigazione, proponendo anche "una 'cassetta degli attrezzi' per intervenire a livello locale con azioni di advocacy", suggerisce l'Isde. “Al fine di supportare le iniziative di advocacy Isde Italia, anche in collaborazione con l'Osservatorio Mobilità Urbana Sostenibile della Clean Cities Campaign, dall'inizio del 2025 ha iniziato a rilevare i dati diffusi dalle stazioni di monitoraggio della qualità dell'aria in molte città italiane, per quanto riguarda le medie giornaliere relative alle polveri sottili ed al biossido di azoto. Inquinanti – si legge - per i quali le Linee Guida Oms del 2021 e la direttiva Europea individuano specifici limiti da non superare". “Il position paper - avvertono i medici per l'ambiente - sottolinea come gli attuali limiti di legge dell'Ue - pur essendo stati recentemente ridotti con la nuova direttiva sulla qualità dell'aria (ottobre 2024) - rimangano superiori ai valori di sicurezza indicati dall'Oms e, soprattutto, entreranno in vigore solo nel 2030".
"Non possiamo permetterci di aspettare il 2030 per ridurre l'inquinamento dell'aria. Servono azioni immediate e misure più restrittive per proteggere la salute pubblica'', afferma Paolo Bortolotti, co-autore del documento che indica come principali fonti di inquinamento: "traffico, inceneritori e biomasse". Il Position Paper analizza nel dettaglio le principali fonti di emissione, evidenziando il peso di settori specifici: Traffico stradale e trasporti sono particolarmente critici per le emissioni di NO₂ e PM, in particolare nelle città; li inceneritori e impianti di cremazione: contribuiscono all'inquinamento da particolato e diossine, con possibili effetti sulla salute umana; il combustione di legna e biomasse: fonte di inquinamento domestico sottovalutata, con impatti sulla qualità dell'aria indoor e outdoor; il settore agricolo e allevamenti intensivi: legati alla produzione di ammoniaca e polveri sottili; il trasporto navale e aereo: inquinanti emessi soprattutto nelle aree portuali e nei pressi degli aeroporti". L'analisi dei dati epidemiologici conferma "che non esiste una soglia di sicurezza: anche concentrazioni di inquinanti inferiori ai limiti normativi possono causare danni alla salute", ricorda l'Isde. "Proteggere la salute pubblica significa ridurre subito le emissioni e adottare politiche più ambiziose - conclude Roberto Romizi, presidente Isde Italia - Chiediamo alle istituzioni di agire con urgenza per garantire un'aria più pulita e una migliore qualità della vita per tutti i cittadini''.