È cominciato a Napoli il XXIII Congresso della Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali – SIMIT, che proseguirà fino a giovedì 5 dicembre. Per quattro giorni, oltre 1200 infettivologi provenienti da tutta Italia saranno riuniti per corsi, dibattiti, presentazioni.
Al centro dell’evento i più importanti temi attuali dell’infettivologia; si parlerà, infatti, di antimicrobico resistenza, infezioni ospedaliere, HIV, epatiti e infezioni tropicali. Vi saranno simposi istituzionali, presentazione di dati originali, tavole rotonde, in una città che ha tratto esperienza dall’epidemia di colera del 1973 e più recentemente da quella da COVID-19 impegnandosi nella lotta alle malattie infettive.
Nel Congresso, grande spazio sarà dato alla presentazione di ricerche sperimentali ed esperienze cliniche da parte di giovani infettivologi. Saranno affrontati temi come la prevenzione, la diagnosi e il trattamento delle infezioni virali e batteriche, la prevenzione delle infezioni ospedaliere, le malattie trasmesse da vettori e l’immunizzazione. Previste sessioni dedicate alla ricerca clinica e a nuove terapie e vaccini..
Testimonianza attiva nel cuore della città in ricordo di quanto avvenuto è l’ex Ospedale della Pace dove è allestita la mostra permanente “Pianeta Pandemia. Storie virali di contagi e rimedi”.
Dopo il G7 Salute, il Congresso SIMIT vuole approfondire il tema dell’antimicrobico resistenza e delle infezioni correlate all’assistenza come priorità assoluta per il SSN: un problema di salute pubblica, che in Italia presenta numeri molto preoccupanti.
“In quest’ottica rientrano progetti contro l’antibiotico resistenza – – sottolinea Roberto Parrella, Presidente nazionale SIMIT e Direttore UOC Malattie Infettive ad indirizzo respiratorio AORN Ospedali dei Colli "Monaldi-Cotugno-CTO – come Resistimit e Insieme, iniziative istituzionali come “La Sanità Che Vorrei…”, collaborazioni con altre società scientifiche con cui sono stati redatti vari documenti congiunti e l’impegno a favorire la prevenzione vaccinale, soprattutto nella popolazione fragile, che deve essere protetta dai virus di influenza, COVID-19, Pneumococco, Virus Respiratorio Sinciziale, Herpes Zoster”.
“Dopo gli ultimi anni contrassegnati dalla lotta al COVID-19, in cui gli infettivologi hanno dimostrato capacità organizzativa e competenza professionale, ci troviamo di fronte a nuove sfide che ci devono trovare altrettanto preparati. Ampio spazio sarà dedicato anche a minacce future come le antropozoonosi, sempre più frequenti con la tropicalizzazione del clima anche nel nostro Paese, come dimostrano i crescenti casi di West Nile e Dengue – conclude Roberto Parrella, Presidente nazionale SIMIT " – Affronteremo poi infezioni che ormai conosciamo bene, come l’HIV, per la quale occorre rafforzare i presidi territoriali e ospedalieri, e le Epatiti, per cui disponiamo di farmaci straordinari ma si deve far emergere il sommerso e favorire il linkage-to-care. Analizzeremo anche le potenzialità dell’Intelligenza Artificiale in infettivologia. Tra i temi più originali, anche l’opportunità della terapia fagica. Saranno presentati circa 600 lavori, con un grande coinvolgimento dei giovani. Vi sarà anche un corso per infermieri, al fine di coinvolgere tutti gli operatori nella gestione delle malattie infettive”.