La prevenzione primaria che si può fare grazie ai vaccini è estremamente importante. È il pensiero comune degli esperti che si sono riuniti alla Conferenza nazionale straordinaria di sanità pubblica, organizzata dalla Società italiana di igiene, medicina preventiva e sanità pubblica, a Villa Erba di Cernobbio. "È importantissimo controllare lo stato vaccinale degli adolescenti per quel che riguarda le vaccinazioni offerte dalla nascita, come l'esavalente, il morbillo, la rosolia, la parotite e varicella. Ma è altrettanto importante il vaccino contro l'Hpv, un virus causa di cancro non solo nella popolazione femminile ma anche in quella maschile, nella quale provoca cancro al pene, all'ano e al distretto testa-collo". Così Roberta Siliquini, presidente dalla Siti. "Purtroppo l'accettazione di questa vaccinazione, che è efficace nella prevenzione del cancro e sicura, è ancora molto bassa nel nostro Paese - ha spiegato Siliquini - raggiungiamo una copertura del 30% appena della popolazione avente diritto".
Lo stesso vale per tutte le vaccinazioni raccomandate, che “non sono meno importanti di quelle obbligatorie'', ci tiene a precisare Giancarlo Icardi, professore di Igiene presso l'università di Genova e direttore del Centro interuniversitario per la ricerca sull'influenza e le altre infezioni trasmissibili (Ciri-it). "Quando parliamo di meningite, pronunciamo una parola che evoca ancora paure antiche - sottolinea Icardii -. E giustamente, aggiungerei. La meningite, infatti, seppure malattia abbastanza rara, è estremamente invalidante. Basta ricordare - continua l'esperto - che ancora oggi oltre la metà di chi contrae la meningite o la sepsi, cioè il meningococco del sangue, purtroppo muore e, quando sopravvive, spesso ha disabilità per tutta la vita, come l'amputazione di arti o disabilità psichiche. Ecco perché la prevenzione primaria che possiamo fare grazie ai vaccini è estremamente importante''. "Esistono almeno cinque tipi di meningococco - ricorda l'esperto - e, fortunatamente, oggi abbiamo vaccini contro tutti: uno tetravalente che ne contiene quattro, cioè i tipi caratterizzati dalle lettere dell'alfabeto a, c, w, y e poi un vaccino, invece, monovalente contro il meningococco di tipo B''.
''È chiaro che questi vaccini devono essere fatti sia nei primissimi mesi di vita per quanto riguarda il meningococco di tipo B, entro il secondo anno di vita per quanto riguarda il meningococco tetravalente contro a, c, w, y, mentre ci vuole un secondo intervento vaccinale nell'età adolescenziale, perché - spiega - quando aumentano i contatti sociali, abbiamo tutta una serie di luoghi dove i giovani si incontrano e quindi è fondamentale vaccinarli prima che ciò avvenga. Ne consegue che l'età adolescenziale è molto importante per fare la prima vaccinazione sia tetravalente sia monovalente contro il meningococco di tipo B in tutti quei soggetti che non siano stati vaccinati alla nascita. Nell'eventualità in cui sia stata effettuata la vaccinazione alla nascita, è importante ripetere una seconda vaccinazione, proprio per fare in modo che la protezione duri almeno fino a quelle fasce d'età in cui è essenziale prevenire queste malattie, in alcuni casi anche mortali", conclude.