
La sofferenza mentale è esplosa durante il periodo del Covid-19, e le sue manifestazioni continuano ad essere presenti nel post pandemia. Ecco perché "la politica deve prendere decisioni operative reali, mettendo i dipartimenti di salute mentale e le strutture ad essi correlate nelle condizioni di poter operare in questa fase". A lanciare l'appello è la Società italiana di psicofarmacologia (Sinpf), in occasione della seconda Conferenza nazionale sulla salute mentale che ha appena finito i suoi lavori a distanza di 20 anni dalla precedente.
Il Covid, spiega
Claudio Mencacci, co-presidente della Sinpf e professore emerito di psichiatria all'Università di Milano, "ha lasciato ferite e aumentato enormemente la domanda di salute mentale, portando la depressione in primo piano. Questo necessita sempre più di un'azione coordinata tra le istituzioni di riconoscimento precoce e di interventi appropriati. La pandemia emozionale, di cui si vedono solo alcune manifestazioni, scorre come un fiume carsico sotto di noi, e ne vedremo gli effetti solo con il tempo". Un esempio sono i frequenti episodi di aggressività riportati tra le cronache e che riguardano spesso i più giovani, fortemente colpiti dall'impatto emotivo della pandemia. "Sono esempi - aggiunge
Matteo Balestrieri, co-presidente Sinpf e direttore della Clinica Psichiatrica dell'Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale di Udine - del bisogno dei giovani di radunarsi alla ricerca del contatto fisico, anche portato all'estremo. Un atto forte, espressione sia di un desiderio di esibizionismo ma anche di un bisogno fisico di tirare fuori rabbia e aggressività".
La Conferenza sulla Salute mentale è stata anche l'occasione per affrontare lo spinoso tema della contenzione meccanica, pratica ancora presente in Italia, del legare la persona in cura nei servizi sanitari, per impedire i movimenti, attraverso l'utilizzo di lacci, fascette, cinghie, polsini, corpetti, bretelle. "Nei giorni scorsi il gabinetto del Ministero ha inviato alla Conferenza delle Regioni la bozza di accordo per il superamento della contenzione meccanica nei luoghi di cura", ha annunciato Speranza, sottolineando che "si tratta di un provvedimento importante, che risponde alle raccomandazioni ricevute da vari enti, tra cui il Comitato nazionale di bioetica".
Il documento, nato anche come risposta alla campagna nazionale "... E tu slegalo subito" lanciata dal Forum Salute dopo la morte di alcuni pazienti che avevano subito la contenzione, "mira - ha precisato Speranza - a promuoverne il suo definitivo superamento entro il triennio 2021-23". Un indirizzo che gli psichiatri colgono con favore, pur sottolineando che "oggi la contenzione è diventata un evento sempre più raro, breve, volto esclusivamente al recupero del dialogo e della dignità e sempre orientata alla tutela della salute della persona sofferente. Inoltre, bisogna ricordare - spiega Mencacci - che la dignità la si favorisce non solo eliminando le contenzioni, ma anche offrendo le condizioni per eliminarle".
Francesca Notaro