
Per accelerare le procedure di vaccinazione, la Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica (SItI) ha redatto un Position Paper contenente tre raccomandazioni «per garantire che la campagna di vaccinazione anti-Covid-19 sia sempre più sicura, tempestiva ed appropriata». È il presidente della SItI Antonio Ferro a raccontarlo a Doctor33. La prima raccomandazione riguarda l'abbassamento dell'età di utilizzo di AstraZeneca e di Johnson&Johnson. «Si ritiene che la somministrazione possa essere effettuata a partire dai 50 anni con la possibilità di estendere a 40 anni per il sesso maschile se ciò permette di anticipare la vaccinazione nei prossimi 30 giorni», si legge nel Position Paper. La raccomandazione deriva da «forti evidenze scientifiche - spiega Ferro - perché gli episodi di trombosi verificati, sono avvenuti solo in donne e solo sopra i 48 anni di età. È un vaccino che deve essere utilizzato per il Paese perché ci può aiutare in fretta a uscire dalla pandemia».
Nella seconda raccomandazione «chiediamo che l'anamnesi e il consenso informato siano comparati a quello delle altre vaccinazioni», osserva l'esperto. «Si ritiene opportuno l'utilizzo di un approccio pragmatico all'informazione del vaccinando, in linea con quanto previsto dal Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale attualmente in vigore, gestendo l'acquisizione del consenso di accesso alla vaccinazione con un solo operatore», si legge nel documento. «Non si capisce perché - lamenta Ferro - per le vaccinazioni covid debba esserci un medico e, invece, quando vacciniamo per il pneumococco, zoster o pertosse nell'anamnesi può intervenire l'assistente sanitaria. È una dicotomia». Le raccomandazioni sono state elaborate dagli esperti "interni" Vincenzo Baldo, Paolo Bonanni, Danilo Cereda, Sandro Cinquetti, Enrico Di Rosa, Giovanni Gabutti, Emanuele Torri e dagli esperti "esterni" Massimo Andreoni ed Alberto Mantovani.
La terza raccomandazione riguarda il green pass. «Considerata l'ormai accertata evidenza di persistenza di anticorpi neutralizzanti contro SARS-CoV-2 fino almeno a otto mesi dopo la diagnosi di Covid-19, nonché l'attuale assenza di evidenze scientifiche che attestino la durata della protezione anticorpale, si ritiene opportuno non prevedere, già da ora, la scadenza semestrale della certificazione, in considerazione del fatto che il termine di validità di 6 mesi del certificato a fronte di un beneficio di sanità pubblica ancora non definito e probabilmente minimo, comporterebbe un impatto non trascurabile in termini organizzativi e di compliance della popolazione sulla campagna vaccinale», scrivono gli esperti nel position paper. «La Green Card deve essere accompagnata comunque da una forte spinta di raccomandazioni comportamentali non può essere un libera tutti - precisa l'esperto - lo stato di allerta, le norme comportamentali, il contact tracing, le attenzioni nei locali chiusi devono rimanere molto alte e - conclude - non possono essere spazzate via dalla green card».