
Se la diminuzione dei nuovi contagi da coronavirus fa tirare un sospiro di sollievo, l'aumento del 7,5% dei decessi indica che è ancora presto per pensare a una riapertura totale del Paese. E mentre la vicina Gran Bretagna si avvicina all'immunità di gregge, in Italia l'obiettivo appare ancora un sogno. Secondo l'ultimo monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe, nel nostro Paese appena il 6,8% della popolazione ha completato il ciclo vaccinale con la seconda dose, con le solite differenze regionali. E se si analizzano le fasce di soggetti vaccinati, la situazione è anche peggiore. Tra gli over 80 il 43,9% è stato vaccinato, percentuale che scende a 3% se si parla della fascia 70-79 anni. Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, osserva che «la progressione della campagna vaccinale permetterà di mettere in sicurezza, auspicabilmente prima dell'estate, over 70 e fragili con notevole impatto su ospedalizzazioni e decessi, ma - precisa - non sulla circolazione del virus che richiederà di mantenere tutte le misure individuali. Ecco perché è fondamentale inserire tra i parametri per le riaperture specifici target di copertura vaccinale per le categorie a rischio».
Il dato nazionale della riduzione dei nuovi contagi da Sar-Cov-2 risente di notevoli eterogeneità regionali: si rilevano infatti un aumento della variazione percentuale dei nuovi casi in 6 Regioni, in particolare Basilicata e Calabria e un incremento dei casi attualmente positivi in 5 Regioni, tra cui Sardegna e Puglia. «Sul fronte ospedaliero - afferma Renata Gili, responsabile Ricerca sui Servizi Sanitari della Fondazione Gimbe - le curve dei ricoveri con sintomi e delle terapie intensive hanno iniziato una discesa lenta e irregolare. Ma i numeri assoluti restano elevati e in molte Regioni gli ospedali sono ancora in affanno». Infatti, le soglie di allerta di occupazione dei posti letto da parte di pazienti COVID in area medica (>40%) e in terapia intensiva (>30%) si attestano a livello nazionale rispettivamente al 41% e al 39%. In particolare, sono sopra soglia sette Regioni per l'area medica e 13 per le terapie intensive. «Si conferma il calo dei nuovi ingressi giornalieri in terapia intensiva - spiega Marco Mosti, Direttore Operativo della Fondazione Gimbe - ma la media mobile a sette giorni rimane superiore ai 200 ingressi al giorno».
«Per il secondo trimestre - commenta Cartabellotta - l'Italia dispone sulla carta di un "portafoglio" di oltre 52 milioni di dosi di vaccini a cui si aggiungeranno 6,7 milioni di dosi di Pfizer/BioNTech che saranno consegnate in anticipo». Per raggiungere, però, obiettivo di 500mila vaccinazioni al giorno è necessaria «una fornitura regolare da parte di tutte le aziende per garantire 3,5 milioni di dosi a settimana, un risultato condizionato da varie criticità». Cresce inoltre «l'ingiustificata diffidenza per il vaccino AstraZeneca che ora potrebbe interessare anche Johnson & Johnson. Senza un'adeguata e incisiva comunicazione istituzionale sul profilo beneficio-rischio di questi vaccini e sul processo di vaccinovigilanza - commenta Gili - il loro rifiuto selettivo rischia di estendersi a macchia d'olio con ulteriore rallentamento della campagna vaccinale». In conclusione, Cartabellotta dichiara: «Se in vista della stagione estiva la priorità del Paese è rappresentata dalle progressive riaperture per rilanciare l'economia e placare le tensioni sociali, è indispensabile ribadire alcune dinamiche della pandemia e della campagna vaccinale per guidare Governo e Regioni in questa fase strategica e per una corretta informazione della popolazione. Innanzitutto, se gli effetti di un'Italia rosso-arancione si protrarranno per almeno tre settimane, il progressivo ritorno al giallo determinerà inevitabilmente una risalita della curva epidemica, anche se mitigata dalla ridotta probabilità di contagio all'aperto per l'aumento delle temperature. In secondo luogo, in tempi brevi non esiste alcuna possibilità di ridurre i contagi a 50 per 100.000 abitanti al fine di riprendere il tracciamento, attività peraltro mai potenziata dalle Regioni».