
«Nel primo picco di pandemia il numero di morti in Italia è legato all'assenza pre-esistente della medicina del territorio». Su la 7 martedì sera il sottosegretario alla Salute
Pierpaolo Sileri dice la sua e la medicina generale rivive l'ennesimo attacco alla categoria, che pure ha pagato un alto prezzo in vite umane nella lotta al Covid-19 e che da un anno e dieci mesi, sottolinea
Erasmo Bitetti, responsabile lucano Fimmg comunicazione, «in molte realtà fronteggia da sola pure pazienti cronici di ogni specie data la chiusura degli ambulatori ospedalieri». Questa medicina generale oggi è in difficoltà con le istituzioni: malgrado un protocollo nazionale la ponga in prima linea nella campagna vaccinale, di fatto non lo è.
Poche dosi -
Silvestro Scotti segretario nazionale Fimmg ha chiesto al commissario all'emergenza che forniture costanti e continuative di vaccini. «Se ricevessimo 10 dosi al giorno, l'equivalente di un flacone di vaccino, e l'adesione a vaccinare arrivasse a 35mila medici potremmo arrivare a 350mila somministrazioni quotidiane», la maggior parte delle 500 mila dosi/giorno che l'Italia mira a offrire. All'alt al vaccino Johnson & Johnson, allo slittamento di Vaxzevria ai soli cittadini sopra i 60 anni, che prima invece ne erano esclusi, ed alla conseguente perplessità di molti vaccinandi, si aggiunge dunque un nuovo ostacolo alla campagna: la marginalizzazione dei medici di famiglia, almeno in alcune regioni. Un fenomeno recente, rileva implicitamente Pierluigi Bartoletti numero due Fimmg a Radio Cusano Unicampus, affermando di aver ricevuto 5 fiale di Pfizer e 2 di Vaxzevria (Astrazeneca) in 30 giorni.
Problemi di comunicazione con le Asl - Ai mmg ora la Regione Lazio sta chiedendo le liste dei fragili «ma molti non sono negli elenchi delle Asl». Inoltre qualche assistito "emerge" solo ora, chiedendo certificazioni per fare un determinato vaccino «ma noi certifichiamo le malattie in atto, non possiamo prescrivere un vaccino piuttosto che un altro».
Giuseppe Lanna segretario Snami Roma, lamenta pure una comunicazione carente tra medici e piattaforma vaccinale regionale: il medico non sa chi dei suoi assistiti ha fatto il vaccino o si è prenotato, ma la regione lo sa, tant'è vero che al mmg non è possibile prenotare pazienti già in lista d'attesa. Snami Lazio chiede l'accesso all'anagrafe vaccinale.
Profili medico legali -
Maria Corongiu già leader Fimmg Lazio pone l'accento su un motivo che crea disincanto tra i Mmg: «Difficile attivare "l'indicazione preferenziale" (oltre i 60 anni per AstraZeneca, ndr), sapendo che lo scudo penale per il vaccinatore inserito nel decreto legge 44 funziona solo se si seguono alla lettera riassunti delle caratteristiche del prodotto e circolare ministeriale di riferimento. Non sappiamo tra l'altro se gli eventi trombotici presunti riguardino tutti i vaccini a piattaforma virale, cioè tutti eccetto Pfizer e Moderna».
L'integrazione delle liste di fragili - Approdo complicato alla campagna pure in Lombardia, dove si passa ora alla seconda fase - fragili e 75-79 enni- e si chiede ai mmg sia di aderire alla vaccinazione a domicilio per fragili ed anziani fragilissimi, sia di integrare le liste di fragili in possesso della Regione, che in realtà ha in mano solo gli elenchi dei 284 mila disabili assistiti a casa per la legge 104, un "sottoinsieme" dei vaccinandi. Quanto alla reale volontà di coinvolgimento, a Pavia un gruppo di mmg che ha già vaccinato 24 mila over 80 ha portato in Comitato Aziendale gli esiti di un sondaggio che evidenzia la disponibilità di 46 camici a vaccinare in studio o in strutture messe a disposizione 8.300 assistiti fra 70 e 79 anni, da prenotare, convocare e vaccinare senza code né spostamenti particolari. Chieste le dosi, come riferisce Salvatore Santacroce leader provinciale Snami, «abbiamo ricevuto una risposta "tiepida" assieme all'affermazione che "per adesso" la Regione non prevede di coinvolgere i Medici del territorio al di fuori degli hub».
Il Sud - Ruolo defilato dei Mmg pure in Calabria, dove -denuncia il segretario nazionale Fismu
Francesco Esposito - gli anziani percorrono centinaia di km per vaccinarsi negli hub in base agli "ordini" della piattaforma telematica perché non si riesce ad estendere agli over 60 l'accordo vigente con i mmg; e i pazienti fragili non riescono a prenotarsi perché la modulistica online non specifica bene le categorie se non con una generica voce: 'altri'. In Sicilia i medici dovrebbero essere dedicati a vaccinare i fragili, ma nelle Asp l'intesa stenta per difficoltà organizzative, denuncia il segretario regionale Fimmg Luigi Galvano sottolineando come la maggior parte dei mmg vaccinerà con compenso inferiore del 50-30 % rispetto alle altre categorie di vaccinatori.
Incompatibilità - Per la campagna a rilento la parte pubblica riversa sui Mmg responsabilità sue, afferma infine in una nota lo Snami guidato da
Angelo Testa. «Molti medici non hanno aderito al "bando Arcuri" per via della clausola di esclusività lavorativa posta. Come sindacato avevamo proposto l'8 marzo che venissero superati i limiti di incompatibilità tra medici vaccinatori e altre attività libero professionali, convenzionate e formative». Si è aperto agli specializzandi grazie al Generale Figliuolo, ma ci sono oltre 3000 medici tirocinanti in medicina generale impossibilitati a vaccinare. Snami chiede di togliere limiti «anacronistici e disfunzionali all'assistenza territoriale» e di includere i corsisti alle condizioni degli specializzandi (40 euro/ora, ndr).
Mauro Miserendino