
Il piano dei vaccini del Commissario straordinario Francesco Paolo Figliuolo allarga la platea dei camici bianchi coinvolti nelle somministrazioni. Sono previsti fino a 250mila operatori sanitari per accelerare la campagna che vede impegnati: i medici di medicina generale (fino a 44 mila), gli odontoiatri (fino a 60 mila), i medici specializzandi, a seguito dell'Accordo raggiunto tra Governo, Regioni e associazioni di categoria (fino a 23 mila), ricorrendo ai medici della Federazione Medico Sportiva Italiana Coni. È richiesta una «capillarizzazione della somministrazione» impiegando i medici competenti dei siti produttivi e della grande distribuzione, ricorrendo ai medici convenzionati ambulatoriali e pediatri di libera scelta, proseguendo, dove necessario, all'assunzione di medici e infermieri a chiamata, che si aggiungeranno a quelli oggi già operativi. Il piano prevede, ancora, il coinvolgimento dei farmacisti e il ricorso anche, in casi emergenziali, a team mobili. Un vero e proprio 'esercito' che però rischia di dimezzarsi dopo le inchieste aperte sulle morti sospette dopo le somministrazioni di Astrazeneca, perché si teme che i medici si tirino indietro per non rischiare di finire indagati a causa di eventi che non dipendono da loro. È per questo che il presidente della Fnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri Filippo Anelli chiede un provvedimento d'urgenza, che preveda una sorta di 'scudo penale' per i medici vaccinatori che partecipano alla campagna contro il Covid. Appello lanciato, in questi giorni, anche dai Sindacati Anaao - Assomed e Fimmg e da singoli medici.
«Abbiamo piena fiducia nella Magistratura - spiega Anelli - Ma l'attuale sistema, per cui l'iscrizione nel registro degli indagati dei medici che hanno somministrato il vaccino è considerata un atto dovuto rischia di essere un forte deterrente. E mette a rischio la campagna vaccinale, proprio nel momento in cui la classe medica al completo ha dato la sua disponibilità. Da tempo abbiamo chiesto un intervento del Legislatore per tutelare la Professione medica da attacchi ingiustificati e restituire la serenità che meriterebbe, tanto più in un momento come questo - continua- Di fronte a una malattia nuova e, per certi versi, inaspettata, i medici non si sono tirati indietro, e hanno dato tutto il loro apporto, con impegno e generosità, senza risparmiarsi. Sono stati costretti a scelte drammatiche, in assenza di cure specifiche. Scelte che hanno coinvolto anche la loro salute e la loro stessa vita, pur di non far mancare l'assistenza ai cittadini. Sono 337, ad oggi, i medici che sono caduti per il Covid». Per Anelli, «non è accettabile il fatto che ricadano sulle loro spalle quelli che, anche solo a livello di indagini per escludere una correlazione, sono gli inevitabili rischi di una campagna vaccinale di questa portata». Per questo, «alla straordinarietà del contesto bisogna rispondere con un provvedimento straordinario e urgente, che, in tempi rapidi, restituisca la necessaria serenità ai professionisti e garantisca la vaccinazione ai cittadini. Chiediamo al Governo Draghi e a tutte le forze politiche di mettere in campo norme che, esimendo i medici dalla responsabilità penale di carattere colposo, tutelino sia i professionisti sia i pazienti. Ci associamo pertanto all'appello già lanciato dai colleghi di Anaao-Assomed e Fimmg e chiediamo, sulla materia, un Decreto Legge ad hoc, senza sconvolgere i nostri principi democratici, per questa fase emergenziale e cruciale per il Paese».
Un campagna vaccinale di questa portata comporta anche altri problemi, in primis la difficoltà organizzativa di 21 modelli territoriali differenti. Lo scorso 21 febbraio il via libera al Protocollo d'intesa nazionale tra medici di famiglia, governo e Regioni. Al 6 marzo erano 12 le Regioni che hanno infatti attivato ad oggi i necessari accordi territoriali: Basilicata, Calabria, Emilia-Romagna, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana, Umbria, Valle D'Aosta, Lazio, Puglia e Provincia autonoma di Trento, secondo una rilevazione Fimmg, ma non tutte sono risultate subito operative. A ciò si aggiunge il sempre più complicato reperimento delle dosi di vaccini. Abbiamo un esercito di 250mila vaccinatori ma rischiamo di trovarci con poche iniezioni scudo. Il segretario nazionale della Fimmg (Federazione italiana medici medicina generale), Silvestro Scotti chiede, infatti, chiarimenti su come «le forze in campo devono essere utilizzate». «Tutti i soggetti chiamati in campo vanno utilizzati coerentemente con le dosi, con la tipologia dei pazienti che si vogliono vaccinare in quel momento, con l'obiettivo che si vuole raggiungere. Una cosa è raggiungere l'obiettivo di una vaccinazione di massa indiscriminata per l'effetto gregge e in quel caso vuol dire avere dosi massive, una cosa è vaccinare secondo fasce di rischio dove - spiega Scotti - anche se hai meno dosi devi selezionare sia il vaccinatore sia la tipologia di vaccino da adattare a quel tipo di paziente». Quindi, sottolinea il segretario nazionale della Fimmg «la complessità non è semplicisticamente risolta dal numero di vaccinatori».
Anna Capasso