giu292011
Nel trattamento delle metastasi epatiche colorettali resecabili l'aggiunta della chemioterapia neoadiuvante alla sola chemioterapia postoperatoria potrebbe essere favorevole dal punto di vista del rapporto costo/efficacia in quanto permetterebbe di evitare la resezione del fegato nei pazienti che non rispondono all'approccio neoadiuvante. In ogni caso l'aspettativa di vita ottenuta impiegando le due diverse strategie terapeutiche è molto simile. È la conclusione di una ricerca - condotta da Giorgio Ercolani, dell'unità di Trapianto di fegato e multiorgano dell'università di Bologna, e colleghi del medesimo ateneo - secondo cui i valori di aspettativa di vita osservati ricorrendo alla chemioterapia perioperatoria sono di 54,56 mesi contro i 52,56 mesi con l'uso della sola chemioterapia postoperatoria, mentre i mesi di vita aggiustati per la qualità (Qalm) passano, rispettivamente, da 39,33 a 37,84. La chemioterapia perioperatoria, inoltre, determina un aumento dei costi totali ma, considerando la sopravvivenza attesa a 3 anni libera da recidive e il costo della resezione epatica, l'approccio perioperatorio appare più favorevole sotto il profilo costo/efficacia rispetto a quello solo postoperatorio, anche se le differenze in media del rapporto costo/efficacia risultano piccole. Il rapporto incrementale costo/efficacia, infine, mostra una relazione inversa con il costo della resezione epatica perchè quanto maggiore è il costo di quest'ultima, tanto maggiore è il risparmio dovuto ai pazienti che diventano inoperabili durante la terapia neoadiuvante. Eur J Cancer, 2011 Jun 6. [Epub ahead of print]