Un decreto urgente per consentire agli idonei al Corso di formazione specifica in medicina generale di accettare volontariamente i posti rimasti liberi in altre Regioni. È la proposta della Federazione italiana dei medici di medicina generale (Fimmg), che segnala il rischio di una copertura incompleta delle 2.651 borse disponibili per il triennio 2026-2029. Le domande presentate sono 5.870, più del doppio rispetto ai posti. Secondo la Federazione, tuttavia, il dato non garantisce che tutte le borse vengano assegnate. Tra agosto e novembre saranno infatti pubblicati i risultati dei concorsi per le specializzazioni universitarie e una parte degli idonei al corso di medicina generale potrebbe scegliere un altro percorso formativo.
La conseguenza, sostiene Fimmg, potrebbe essere la presenza di posti scoperti in alcune Regioni all’avvio del corso previsto a novembre. La Federazione chiede quindi un meccanismo di ripescaggio interregionale, da attivare dopo il completo scorrimento delle graduatorie regionali. La proposta prevede che gli idonei rimasti esclusi nelle Regioni con un numero elevato di candidati possano accettare volontariamente una borsa disponibile in un altro territorio. Fimmg indica come possibili bacini di ripescaggio Campania, Emilia-Romagna, Lazio e Sicilia, dove il rapporto tra domande e posti risulta più alto. La Federazione ha elaborato anche una matrice di rischio per i 21 territori coinvolti. Bolzano, con un rapporto tra domande e posti pari a 0,43, e il Piemonte, con un rapporto di 0,96, vengono classificati a “rischio reale”. Basilicata, Lombardia, Marche, Provincia autonoma di Trento e Valle d’Aosta sono collocate nella fascia di rischio alto. La Toscana è indicata a rischio medio, mentre gli altri 13 territori sono considerati a rischio basso.
La classificazione rappresenta una valutazione elaborata dalla Fimmg sulla base delle domande presentate e dei posti disponibili. L’effettiva copertura dipenderà dagli esiti del concorso, dalle rinunce e dallo scorrimento delle graduatorie. Tra le misure proposte figurano anche incentivi economici e fiscali per chi accetta il trasferimento, con un bonus compreso tra 3.000 e 5.000 euro e agevolazioni sul reddito nei primi 2-3 anni di attività nella Regione di destinazione. Fimmg chiede inoltre al Parlamento di autorizzare la mobilità nazionale dei medici in formazione e di prevedere risorse dedicate nella legge di Bilancio 2027 o nei provvedimenti sulla formazione medica. Secondo la Federazione, ogni borsa non coperta potrebbe tradursi in prospettiva in un medico di famiglia in meno per un bacino compreso tra 1.500 e 1.800 cittadini.
"Come Paese non possiamo permetterci di perdere neanche una sola borsa destinata alla formazione specifica in medicina generale", afferma Silvestro Scotti, segretario generale della Fimmg. "Non solo abbiamo individuato la soluzione a un enorme problema, l’abbiamo proposta, strutturata e messa su carta". La Federazione chiede che il provvedimento venga adottato entro settembre 2026, coinvolgendo Ministero della Salute, Conferenza delle Regioni e Parlamento. "La soluzione c’è – conclude Scotti – non adottarla sarebbe una scelta politica".