Nei pazienti che ricevono per la prima volta una prescrizione di oppioidi, o che non li hanno assunti nei sei mesi precedenti, il trattamento del dolore acuto avviene nella maggior parte dei casi con basse dosi e per periodi brevi, con una durata mediana di sette giorni. È quanto emerge da uno studio pubblicato su JAMA, secondo cui circa due pazienti su tre riferiscono inoltre di avere farmaci oppioidi inutilizzati al termine della terapia. Secondo gli autori, i risultati supportano le attuali raccomandazioni che prevedono un approccio multimodale al trattamento del dolore e, quando gli oppioidi sono necessari, prescrizioni iniziali di breve durata.
Lo studio ha coinvolto 1.708 pazienti opioid-naive seguiti per 180 giorni in cinque sistemi sanitari statunitensi tra settembre 2020 e marzo 2023. I partecipanti presentavano dolore acuto correlato a problemi dentali, traumi, condizioni ostetriche, disturbi muscoloscheletrici, lombalgia o interventi chirurgici. L'obiettivo era descrivere l'evoluzione del dolore e le modalità di utilizzo degli oppioidi, degli analgesici non oppioidi e dei trattamenti non farmacologici.
Tra i 1.502 pazienti che hanno riportato almeno una valutazione dell'intensità del dolore, il tempo mediano alla risoluzione è stato di 20 giorni. I tempi sono risultati più lunghi nel dolore post-chirurgico, con una mediana di 74 giorni, e nella lombalgia, con una mediana di 69 giorni. Gli autori precisano che il monitoraggio comprendeva qualsiasi dolore riferito dai partecipanti e non esclusivamente quello associato all'episodio acuto che aveva motivato la prescrizione.
Dei 1.708 partecipanti, 1.189 (69,6%) hanno assunto almeno una dose di un oppioide. Il tempo mediano alla sospensione del trattamento è stato di sette giorni e la dose giornaliera mediana, nei pazienti che hanno riportato quantità e dosaggio nei primi 15 giorni, è risultata pari a 10 milligrammi equivalenti di morfina. Il sollievo dal dolore riferito con l'impiego degli oppioidi è stato mediamente del 55%.
Lo studio evidenzia tuttavia una variabilità nella durata del trattamento. Secondo le stime degli autori, il 10% dei pazienti ha continuato ad assumere oppioidi per almeno 90 giorni, soprattutto tra coloro che riferivano dolore ricorrente già prima dell'arruolamento, suggerendo la necessità di adattare la terapia alle caratteristiche del singolo paziente.
Nelle prime due settimane di follow-up è emerso un ampio ricorso a strategie terapeutiche combinate. Tra i 1.482 partecipanti che hanno completato almeno una rilevazione, l'86,8% ha assunto anche paracetamolo o ibuprofene e molti hanno utilizzato interventi non farmacologici, come l'applicazione di ghiaccio o calore. Il ricorso agli oppioidi aumentava nei giorni con dolore più intenso, mentre circa un terzo dei pazienti non li assumeva neppure in presenza di un'intensità del dolore pari o superiore a otto su dieci.
Tra i 982 partecipanti che hanno risposto alla domanda sulla disponibilità di farmaci residui, il 66,9% ha dichiarato di avere oppioidi inutilizzati. Nel complesso, gli autori osservano che molti pazienti limitano spontaneamente il ricorso agli oppioidi anche quando continuano a riferire dolore. I risultati, concludono, sostengono le raccomandazioni per prescrizioni iniziali di breve durata nell'ambito di un approccio multimodale, pur evidenziando che una parte dei pazienti necessita di trattamenti più prolungati e personalizzati.