Il Tar del Lazio ha annullato la delibera della Regione Lazio nella parte in cui prevedeva l'obbligo per i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta di formalizzare le cosiddette "prescrizioni suggerite" provenienti dalle strutture private accreditate. La sentenza accoglie il ricorso presentato dagli Ordini dei medici del Lazio e ritiene che la misura introducesse un automatismo incompatibile con l'autonomia professionale del medico.
Secondo il Tribunale amministrativo, «qualunque atto prescrittivo richiesto non può estrinsecarsi al di fuori della piena autonomia del medico» e la Regione, con la delibera impugnata, ha introdotto «un automatismo prescrittivo che svuota completamente la funzione del MMG». I giudici osservano inoltre che un sistema di questo tipo potrebbe determinare una duplicazione delle valutazioni cliniche e, in caso di dissenso tra lo specialista e il medico di medicina generale, persino un allungamento dei tempi di prenotazione, in contrasto con l'obiettivo di ridurre le liste d'attesa.
La sentenza è stata accolta con favore dall'Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Roma.
«Accogliamo con grande soddisfazione la sentenza del Tar del Lazio che ha accolto il ricorso promosso dagli Ordini dei Medici del Lazio, riaffermando un principio fondamentale: la prescrizione è un atto medico che non può essere trasformato in un adempimento burocratico né imposto attraverso automatismi amministrativi», ha dichiarato il presidente Antonio Magi.
Secondo Magi, la decisione conferma che «ogni prescrizione comporta una responsabilità professionale diretta e presuppone una valutazione autonoma del medico». Il presidente dell'Omceo Roma sottolinea inoltre che il Tar ha evidenziato come «un sistema costruito su automatismi prescrittivi rischia addirittura di rallentare i percorsi assistenziali anziché velocizzarli», con possibili duplicazioni delle valutazioni cliniche e conflitti tra professionisti.
Per questo, aggiunge Magi, «le liste d'attesa non si combattono con procedure burocratiche, ma aumentando realmente l'offerta di prestazioni e investendo sul personale sanitario».
L'Omceo Roma ribadisce infine la disponibilità a collaborare con la Regione Lazio per individuare soluzioni sul governo delle liste d'attesa che rispettino, secondo quanto affermato dal presidente, «i principi costituzionali, la deontologia professionale e il diritto dei cittadini a ricevere cure fondate sul giudizio libero e responsabile del medico». Secondo Magi, la sentenza «rappresenta una tutela per l'intera professione e, soprattutto, per la sicurezza dei pazienti».
Anche la FIMMG Roma ha accolto favorevolmente la decisione del Tar, sottolineando che la sentenza chiarisce come i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta non siano più tenuti a formalizzare le cosiddette "prescrizioni suggerite" provenienti dalle strutture private accreditate. Secondo il sindacato, il problema delle liste d'attesa richiede interventi organizzativi e tecnologici, come il potenziamento dei sistemi di prescrizione dematerializzata nelle strutture accreditate, senza trasferire sui medici di famiglia compiti ritenuti estranei alla loro autonomia professionale. La FIMMG si è inoltre dichiarata disponibile a confrontarsi con la Regione Lazio per individuare soluzioni alternative.