La Fimmg difende la firma dell'accordo nazionale sulle Case di comunità e la definisce una scelta che consente di tutelare il ruolo della medicina generale, contribuire al raggiungimento degli obiettivi del Pnrr ed evitare interventi unilaterali sull'organizzazione dell'assistenza territoriale. È la posizione espressa da Roberto Venesia, segretario regionale della Fimmg Piemonte, in una riflessione pubblicata all'indomani dell'intesa sottoscritta tra Sisac, Regioni e sindacati della medicina generale.
Secondo Venesia, l'accordo nasce dall'esigenza di conciliare tre obiettivi: garantire la sostenibilità del lavoro dei medici di famiglia, consentire il raggiungimento dei target previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza e scongiurare il rischio di una perdita dei finanziamenti europei destinati alla riforma dell'assistenza territoriale.
Per il dirigente sindacale, la scelta di firmare l'intesa consente alla medicina generale di partecipare direttamente ai processi decisionali che riguardano l'organizzazione delle Case di comunità. "Firmare vuol dire essere protagonisti dentro il processo decisionale, per governarlo al meglio e non subirlo con imposizioni dall'esterno", afferma Venesia. Al contrario, secondo il segretario regionale della Fimmg Piemonte, la mancata adesione avrebbe comportato il rischio di subire decisioni assunte senza il coinvolgimento delle rappresentanze professionali.
Nel documento viene inoltre rivendicato il ruolo della contrattazione come strumento per definire le modalità di partecipazione dei medici di medicina generale alle nuove strutture territoriali. Venesia sottolinea che in diverse Regioni, tra cui il Piemonte, modelli organizzativi analoghi sono già stati avviati attraverso accordi regionali che prevedono l'integrazione tra Case di comunità e Aggregazioni funzionali territoriali (Aft).
Tra gli aspetti considerati più rilevanti figura il superamento dell'ipotesi di interventi normativi unilaterali sul ruolo dei medici di famiglia e l'avvio del confronto per il rinnovo dell'Accordo collettivo nazionale 2025-2027. "Con la firma di questo Accordo collettivo nazionale portiamo a casa un grande risultato: lo stop agli interventi unilaterali che violano l'autonomia negoziale e la rappresentanza sindacale, con il ritorno alla contrattazione collettiva", sostiene Venesia. Secondo il dirigente sindacale, l'intesa crea inoltre le condizioni per aprire entro settembre il nuovo percorso negoziale.
La riflessione richiama inoltre la necessità di preservare le caratteristiche della medicina generale, fondata sulla continuità assistenziale, sulla relazione fiduciaria con il paziente e sulla presa in carico della persona nel proprio contesto di vita. In questa prospettiva, le Case di comunità vengono descritte come uno strumento di integrazione dell'assistenza territoriale e non come una struttura destinata a sostituire l'attività tradizionalmente svolta dai medici di famiglia.
Secondo la Fimmg, la sfida dei prossimi mesi sarà rendere compatibili gli obiettivi del Pnrr con la tutela del ruolo professionale dei medici e con il rafforzamento dell'assistenza territoriale, garantendo ai cittadini servizi più accessibili e integrati sul territorio.