Gli aumenti delle retribuzioni dei medici del Servizio sanitario nazionale nel 2024 sono rimasti inferiori all'inflazione. È quanto emerge dall'analisi pubblicata da Il Sole 24 Ore sui dati del Conto annuale 2024 della Ragioneria generale dello Stato, che evidenzia come gli incrementi salariali registrati nell'ultimo anno non abbiano compensato la dinamica dei prezzi.
Secondo l'elaborazione del quotidiano economico, a fronte di un'inflazione pari al 4,7% nel biennio 2023-2024, la retribuzione media dei medici è aumentata dell'1,63%. Incrementi ancora più contenuti riguardano il personale delle professioni sanitarie, fermo allo 0,68%, mentre i dirigenti delle professioni sanitarie registrano un aumento del 3,47%.
Il Conto annuale 2024 conferma che la retribuzione media dei dirigenti sanitari continua comunque a crescere nel lungo periodo, raggiungendo circa 88.900 euro annui nel 2024. La Ragioneria generale dello Stato attribuisce l'incremento osservato negli ultimi anni soprattutto agli effetti economici dei rinnovi contrattuali relativi ai trienni 2016-2018 e 2019-2021, oltre che alla diversa composizione del personale, influenzata dai pensionamenti, dalle nuove assunzioni e dalla distribuzione degli incarichi dirigenziali.
Il tema retributivo si inserisce in un contesto di persistenti difficoltà nel reclutamento e nella fidelizzazione del personale sanitario. Sempre secondo i dati del Conto annuale, nel 2024 il personale dipendente del Servizio sanitario nazionale è aumentato rispetto all'anno precedente, ma la crescita non è stata sufficiente a colmare le carenze che interessano diverse professioni e territori. La stessa Ragioneria sottolinea come l'espansione degli organici degli ultimi anni sia stata favorita sia dall'allentamento dei vincoli di spesa sia dalle procedure straordinarie di reclutamento e stabilizzazione introdotte dopo la pandemia.