La vaccinazione anti-Covid 2024-2025 è risultata associata a una riduzione del rischio di eventi cardiovascolari maggiori correlati all'infezione, compresi infarto, scompenso cardiaco e morte cardiovascolare. È quanto emerge da uno studio pubblicato su JAMA Internal Medicine e condotto su oltre un milione di veterani statunitensi.
La ricerca, coordinata da Ziyad Al-Aly del VA St. Louis Health Care System, ha confrontato 349.085 persone che avevano ricevuto contemporaneamente il vaccino anti-Covid 2024-2025 e quello antinfluenzale con 690.574 soggetti vaccinati soltanto contro l'influenza. L'età media della popolazione studiata era di 70,1 anni e il 91,8% era costituito da uomini.
L'endpoint principale era rappresentato dagli eventi cardiovascolari maggiori associati al Covid, definiti come un composito di morte cardiovascolare, infarto miocardico, ictus e ricovero per scompenso cardiaco.
Secondo i risultati, l'efficacia del vaccino nel prevenire questi eventi è stata del 37,7%. Analizzando i singoli endpoint, la vaccinazione è risultata associata a una riduzione del 57,9% del rischio di morte cardiovascolare correlata al Covid, del 38,5% del rischio di infarto miocardico e del 41,9% del rischio di ricovero per scompenso cardiaco.
L'effetto è apparso particolarmente evidente nei soggetti con più di 75 anni. In questa fascia di età l'efficacia contro gli eventi cardiovascolari maggiori associati al Covid è risultata del 50,7%, con la maggiore riduzione assoluta del rischio osservata nell'intera popolazione studiata.
Gli autori hanno inoltre rilevato un'associazione tra vaccinazione e riduzione del rischio di eventi cardiovascolari maggiori per tutte le cause, ricovero ospedaliero e mortalità complessiva. Secondo le stime dello studio, in una popolazione di un milione di persone la vaccinazione potrebbe essere associata alla prevenzione di circa 2.370 eventi cardiovascolari maggiori e 1.580 decessi in un periodo di otto mesi.
"I nostri risultati mostrano che la vaccinazione continua a fornire protezione nei confronti degli esiti cardiovascolari associati al Covid", scrivono gli autori, sottolineando tuttavia che l'entità del beneficio risulta inferiore rispetto a quella osservata nelle prime fasi della campagna vaccinale.
Il tema è stato commentato in un editoriale pubblicato sulla stessa rivista da Robert Califf, già commissario della Food and Drug Administration statunitense. Secondo Califf, i nuovi dati suggeriscono che "i benefici cardiovascolari della vaccinazione contro il Covid sono molto superiori ai rischi, dimostrati o potenziali, identificati finora".
Nello stesso numero di JAMA Internal Medicine sono stati pubblicati anche dati dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC) che confermano l'efficacia dei vaccini 2024-2025 nel ridurre accessi in pronto soccorso, ricoveri e malattia critica associati al Covid negli adulti, mentre uno studio europeo pubblicato su JAMA Network Open ha rilevato un'efficacia del 59% dei vaccini 2025-2026 contro la malattia sintomatica negli anziani.