L'European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC) ha aggiornato lo strumento di monitoraggio del rischio di infezione da batteri del genere Vibrio nelle acque costiere europee. Il sistema, basato sulla temperatura superficiale del mare e sulla salinità rilevate dai satelliti europei, fornisce stime giornaliere del rischio e una previsione fino a cinque giorni per individuare le aree in cui le condizioni ambientali favoriscono la proliferazione del batterio.
L'aggiornamento arriva mentre le ondate di calore in Europa stanno diventando più lunghe e intense. Secondo l'ECDC, l'aumento della temperatura delle acque può favorire la crescita dei batteri Vibrio nelle zone costiere, incrementando il rischio di infezione, sebbene la vibriosi resti una malattia relativamente rara in Europa.
Le infezioni possono verificarsi quando acqua contaminata entra in contatto con ferite o lesioni cutanee oppure dopo il consumo di frutti di mare e molluschi crudi o poco cotti contaminati, come le ostriche.
Il sistema aggiornato consente di individuare le aree in cui le condizioni ambientali risultano favorevoli alla crescita del batterio e può contribuire a informare i cittadini sui periodi e sui luoghi in cui adottare maggiore cautela durante la balneazione. Inoltre, può supportare gli operatori sanitari nel considerare la vibriosi tra le possibili diagnosi in presenza di sintomi compatibili.
L'ECDC ricorda che le aree europee maggiormente interessate quando aumentano le temperature dell'acqua sono il Mar Baltico, il Mar Nero e alcune zone del Mare del Nord, dove la salinità favorisce la sopravvivenza del batterio. Anche gli estuari, dove le acque dolci dei fiumi si mescolano con quelle marine, possono rappresentare ambienti favorevoli alla proliferazione di Vibrio.
Secondo il Centro europeo, dopo la recente ondata di calore che ha interessato l'Europa centrale il rischio è aumentato rapidamente, raggiungendo livelli insolitamente elevati per questo periodo della stagione. L'ECDC ricorda inoltre che nell'estate 2025 un prolungato periodo di temperature elevate nel nord della Svezia, della Norvegia e della Finlandia aveva reso a rischio anche il tratto settentrionale del Mar Baltico.
La sintomatologia varia in base alla modalità di esposizione. L'ingestione di molluschi contaminati può provocare diarrea, dolore addominale, nausea, vomito, febbre e brividi. L'esposizione attraverso l'acqua può invece causare infezioni delle ferite o dell'orecchio, con arrossamento, dolore e tumefazione, che in assenza di trattamento possono evolvere in complicanze più gravi.
Durante la stagione estiva l'ECDC continua inoltre a monitorare settimanalmente il rischio di proliferazione di Vibrio nelle acque costiere e pubblica gli aggiornamenti sulle aree a maggiore rischio nel Weekly Communicable Disease Threat Report.