I Centers for Disease Control and Prevention (Cdc) degli Stati Uniti hanno lanciato un alert per la stagione 2026 del virus West Nile (Wnv): al 30 giugno sono stati registrati almeno 48 casi, di cui 38 di malattia neuroinvasiva grave. È il numero più alto di infezioni sintomatiche umane segnalate in questo periodo dell’anno dal 2004, contro una media storica per fine giugno di 10 casi. Ventitré Stati riportano attività virale, il dato più elevato degli ultimi 10 anni.
La circolazione precoce del virus in questa stagione è il principale fattore alla base dell’aumento dei casi. “Dal 2004 sono stati segnalati ai Cdc entro fine giugno in media 10 casi di infezione da West Nile nell’uomo”, rileva l’agenzia, sottolineando come il dato di questo 2026 rappresenti quasi cinque volte la media storica. “I dati ci ricordano che la stagione delle zanzare è ormai nel vivo”, ha sottolineato Erin Staples, epidemiologa medica dei Cdc.
Il Wnv è la principale causa di malattie trasmesse dalle zanzare negli Stati Uniti, con migliaia di casi e circa 100 decessi in media segnalati ogni anno. La maggior parte delle persone infettate non sviluppa sintomi, ma circa 1 su 5 presenta febbre, cefalea, dolori muscolari e articolari, vomito, diarrea o eruzioni cutanee. Meno dell’1% sviluppa una malattia neurologica grave, tra cui meningite o encefalite, con possibili disabilità a lungo termine o decesso. Gli adulti di età pari o superiore a 60 anni e le persone con patologie preesistenti sono a maggior rischio di forma grave.
In vista del weekend del 4 luglio, 250° anniversario della dichiarazione d’Indipendenza americana, i Cdc invitano i cittadini a proteggersi raccomandando l’utilizzo di repellenti registrati presso l’Agenzia per la protezione ambientale (Epa), l’uso di indumenti lunghi e larghi, di evitare la permanenza all’aperto tra tramonto e alba e di utilizzare zanzariere o aria condizionata per proteggere gli ambienti chiusi.