Governo e Parlamento
Case di comunità
24/06/2026

Case di Comunità, Schillaci apre agli specialisti. Ecco il prossimo passo della riforma

Dopo la firma dell'accordo con i medici di medicina generale, il ministro della Salute indica come prossimo obiettivo il coinvolgimento di specialisti e medici ospedalieri nelle Case di comunità

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Dopo la firma dell'accordo che disciplina la presenza dei medici di medicina generale nelle Case di comunità, il ministro della Salute Orazio Schillaci guarda ai prossimi passaggi della riforma dell'assistenza territoriale e indica come obiettivo il coinvolgimento di specialisti e medici ospedalieri nelle nuove strutture previste dal Pnrr.

"Sono contento che i medici di famiglia ci saranno all'interno delle Case di comunità", ha dichiarato Schillaci, commentando l'intesa raggiunta tra la parte pubblica e una parte delle organizzazioni sindacali della medicina generale. Secondo il ministro, l'accordo rappresenta "un passo decisivo per andare verso una sanità più moderna, che dia la giusta importanza alla medicina territoriale".

Schillaci ha ricordato che il rafforzamento dell'assistenza territoriale rappresenta uno degli obiettivi principali della riforma sanitaria avviata con il Pnrr. "Sono certo che questo sia il primo passo per poi avere anche altri specialisti, altri operatori sanitari e far diventare la medicina territoriale più forte, più a disposizione dei cittadini, con risposte più immediate, cercando magari di avere una presa in carico dei pazienti cronici più accurata e, in più, anche di ridurre un po' le pressioni sui pronto soccorso", ha affermato.

Il ministro ha inoltre confermato l'intenzione di avviare un confronto anche con i medici ospedalieri. "Parleremo anche con loro. Non possiamo non pensare di avere il contributo dei medici ospedalieri che sono importantissimi, che fanno sì che la nostra sia una sanità di grande livello. Quindi si darà loro la possibilità di lavorare all'interno delle Case di comunità", ha dichiarato.

Riguardo agli obiettivi del Pnrr, Schillaci ha sottolineato che le 1.038 Case di comunità previste dal piano non possono essere considerate soltanto un intervento infrastrutturale. "Uno dei miei punti fermi è stato quello di avere un accordo nazionale, perché la sanità deve essere una per tutti", ha spiegato, aggiungendo che "senza gli operatori sanitari dentro sarebbero servite a poco".

Secondo il ministro, il target previsto sarà raggiunto entro la scadenza fissata, pur in presenza di differenze territoriali. "Noi raggiungeremo il target con delle differenze regionali che poi spero, pian piano, potranno essere comunque compensate", ha affermato, evidenziando i progressi compiuti negli ultimi mesi anche dalle Regioni inizialmente più in ritardo.

Sul fronte dell'informazione ai cittadini, Schillaci ha infine ricordato che "ci sono dei fondi ad hoc proprio per far conoscere la medicina territoriale" e che il lavoro verrà svolto insieme ad Agenas, con l'obiettivo di favorire una maggiore conoscenza delle Case di comunità e dei servizi offerti sul territorio.

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