“La firma della preintesa per il rinnovo del contratto per il comparto sanità è una buona notizia per i lavoratori che attendevano da tempo la conclusione delle trattative e che finalmente potranno beneficiare non solo di incrementi salariali, ma anche di nuove tutele”. Con queste parole il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha salutato il via libera all’accordo siglato presso l’Aran per il Contratto Collettivo Nazionale del comparto Sanità 2022-2024. Un risultato che, come ha sottolineato Schillaci, pone ora l’urgenza di procedere rapidamente anche sul rinnovo 2025-2027, per il quale il Governo ha già stanziato le risorse necessarie: “Mi auguro si proceda speditamente nell’esclusivo interesse dei lavoratori”, ha aggiunto il ministro.
Sulla stessa linea il Sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato, che ha definito la firma “un passaggio atteso da tempo” che riconosce il valore di oltre 580mila operatori del SSN, fra infermieri, tecnici, amministrativi e personale sanitario non medico. “Questo Governo è pienamente consapevole della necessità di rendere più attrattive le professioni sanitarie – ha evidenziato Gemmato – sia per chi oggi è impegnato sul campo, sia per i giovani che si avvicinano a questo percorso. L’aumento medio di 172 euro mensili, pari a un incremento vicino al 7%, e le innovazioni contrattuali rappresentano un segnale concreto”. Il nuovo contratto, che riguarda il triennio 2022-2024, mette in campo 1,784 miliardi di euro e introduce importanti novità: oltre agli aumenti salariali, prevede ferie solidali estese, ferie fruibili ad ore, valorizzazione delle prestazioni aggiuntive a 50 euro/ora, incrementi degli incarichi fino a 1.500 euro, buoni pasto per il lavoro in smart working, rafforzamento delle tutele per la libera professione, patrocinio legale per i casi di aggressione e nuovi percorsi di carriera, inclusa l’Area di Elevata Qualificazione.
Anche le Regioni vedono nella firma un’opportunità per guardare oltre. Marco Alparone, presidente del Comitato di settore Regioni-Sanità, ha definito l’accordo “un ponte per un lavoro più ampio, avviato presso la Conferenza delle Regioni, sulla valorizzazione del personale sanitario”. Alparone ha inoltre sottolineato l’impegno a proseguire il confronto su aspetti ancora aperti come i servizi di mensa, le pause psico-fisiche, la flessibilità nei turni e la formazione continua, per migliorare ulteriormente le condizioni di lavoro. Il senatore di Fratelli d’Italia Franco Zaffini, presidente della Commissione Lavoro e Sanità di Palazzo Madama, ha voluto sottolineare il valore politico dell’intesa: “È il secondo contratto della Sanità che si rinnova con questo Governo. In tre anni, più di 3 miliardi stanziati. C’è chi denunciava la fuga di professionisti senza mai rinnovare i contratti: ora ci sono i fatti”. Per Zaffini, la misura non si limita a riconoscere il lavoro di chi è già nel sistema, ma “guarda anche ai giovani che si avvicinano per la prima volta alla professione medica”. Non mancano però le voci critiche: Cgil e Uil non hanno firmato la preintesa, denunciando che l’accordo sia stato raggiunto “senza risorse sufficienti” e preannunciando ulteriori mobilitazioni.