A pochi giorni dalla chiusura delle iscrizioni al concorso per l'accesso al Corso di formazione specifica in Medicina generale 2026-2029, lo Snami rivolge un appello ai giovani medici affinché scelgano la professione di medico di famiglia, definendola "difficile ma di straordinario valore umano e clinico". Allo stesso tempo, il sindacato sottolinea che per contrastare la carenza di professionisti non basta incoraggiare le candidature, ma servono riforme strutturali che rendano il percorso più attrattivo. Le domande per partecipare al concorso potranno essere presentate fino al 27 luglio. Per lo Snami, la Medicina generale rappresenta una scelta professionale che permette di esercitare la medicina nella sua dimensione più completa, accompagnando il paziente lungo tutto l'arco della vita e intervenendo non solo nella cura delle malattie, ma anche nella prevenzione e nella gestione della cronicità.
"Il medico di famiglia è il professionista che resta accanto alle persone durante tutte le fasi della vita", afferma la presidente nazionale dello Snami, Simona Autunnali. "È il primo riferimento per i cittadini, interpreta bisogni spesso non ancora espressi e tiene insieme prevenzione, diagnosi, terapia, cronicità e fragilità. È una professione difficile, ma di straordinario valore umano e clinico". Il sindacato evidenzia tuttavia che la crescente carenza di medici di medicina generale non può essere affrontata esclusivamente con campagne di sensibilizzazione. Alla base della scarsa attrattività della professione, sostiene lo Snami, ci sono differenze formative tra le Regioni, tutele insufficienti, un eccessivo carico burocratico, incertezza organizzativa e la mancanza di un pieno riconoscimento accademico. "Non chiediamo ai giovani un atto di fiducia al buio", sottolinea Autunnali. "Le istituzioni devono offrire una prospettiva professionale chiara, autonomia clinica, adeguate garanzie economiche e previdenziali e una formazione all'altezza delle responsabilità che saranno chiamati ad assumere".
Tra le richieste avanzate dal sindacato figura il superamento dell'attuale modello regionale della formazione, con l'istituzione di una vera specializzazione universitaria in Medicina generale. Secondo lo Snami, il nuovo percorso dovrebbe integrare preparazione clinica, attività negli studi dei medici di famiglia, esperienza sul territorio, ricerca e confronto con i sistemi sanitari europei. Per il sindacato, il futuro dell'assistenza territoriale dipenderà dalla capacità di creare condizioni che consentano a una nuova generazione di medici di dedicarsi pienamente alla cura delle persone, riducendo il peso degli adempimenti amministrativi e garantendo un percorso professionale più stabile e valorizzato.