Oltre 1,6 milioni di visite ed esami diagnostici in più effettuati entro i tempi previsti rispetto allo stesso periodo del 2025. È il dato principale che emerge dal primo Bollettino trimestrale Agenas sul monitoraggio delle liste di attesa, basato sui dati della Piattaforma nazionale per il monitoraggio dei tempi di erogazione delle prestazioni. Nel primo semestre 2026 le prime visite garantite nei tempi stabiliti sono salite dal 76,4% al 78,5%, mentre gli accertamenti diagnostici sono passati dall’82,8% all’84,6%. In termini assoluti, le visite effettuate entro i tempi di garanzia sono aumentate da circa 5,8 milioni a 6,6 milioni (+757 mila), mentre gli esami diagnostici sono cresciuti da 4,7 milioni a 5,5 milioni (+867 mila). Il miglioramento riguarda soprattutto le prestazioni con maggiore priorità clinica. Le prime visite urgenti, da effettuare entro tre giorni, sono passate dal 77,7% all’81%, mentre quelle in classe B, con tempi entro dieci giorni, sono aumentate dal 77,3% all’80,2%. Anche per gli esami diagnostici si registra un incremento: le prestazioni urgenti garantite entro tre giorni salgono dal 73,2% al 76,4%, quelle in classe B dal 75,9% al 77,6%.
Tra le prestazioni che hanno registrato i recuperi più rilevanti ci sono alcune aree particolarmente sensibili per la diagnosi precoce. La colonscopia, spesso indicata tra gli esami con maggiori criticità, passa dal 60,8% al 69,8% di rispetto dei tempi di garanzia. La gastroscopia cresce dal 66,4% al 71,9%, la mammografia dall’86,1% all’89%, mentre la visita oncologica raggiunge il 95,2%, rispetto al 94,2% del primo semestre 2025.
Migliorano anche alcune prime visite specialistiche: la gastroenterologica passa dal 70,8% al 74,7%, la pneumologica dal 77,7% all’80,9%, la fisiatrica dal 78,5% all’82,7%. Il recupero più significativo riguarda la visita dermatologica, che sale dal 65,5% al 70,2%, pur restando tra le prestazioni con una quota più bassa di rispetto dei tempi. Sul fronte organizzativo cresce anche il ricorso alle aperture aggiuntive. Le prestazioni effettuate nel fine settimana aumentano da 330 mila nel primo semestre 2025 a 357 mila nei primi sei mesi del 2026. Complessivamente, le prenotazioni sono cresciute da 13,3 milioni a 14,9 milioni. Il monitoraggio evidenzia tuttavia una situazione ancora disomogenea tra territori. Per le prime visite, in cinque Regioni il rispetto dei tempi resta inferiore al 70%, mentre per gli esami diagnostici permangono differenze significative. Alcune Regioni hanno registrato miglioramenti importanti, come Liguria e Lombardia, mentre altre hanno mostrato peggioramenti rispetto al 2025.
Tra le criticità segnalate da Agenas anche l’appropriatezza prescrittiva, con differenze marcate nell’attribuzione delle classi di priorità. In alcune Regioni risulta molto elevata la quota di prescrizioni programmabili entro 120 giorni, un elemento che può incidere sulla distribuzione delle agende e sulla capacità di garantire gli appuntamenti secondo le priorità cliniche. Il direttore generale di Agenas Angelo Tanese sottolinea come il nuovo sistema di monitoraggio consenta "di governare le liste d’attesa con dati, conoscenza e dialogo con le Regioni". Secondo Tanese, il trend è positivo soprattutto per le prestazioni urgenti e per alcune aree storicamente critiche, ma "resta ancora molta strada da percorrere". Per il ministro della Salute Orazio Schillaci i dati rappresentano "un dato positivo" e confermano che "la strada intrapresa due anni fa con la legge sulle liste d’attesa è quella giusta". Il ministro ha però indicato come principale elemento critico "la diseguaglianza dell’offerta nella presa in carico dei pazienti tra Regione e Regione", su cui "bisogna lavorare".