Nell’ultimo Rapporto di Valutazione Rapida del Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (ECDC), si è registrato un preoccupante aumento dei casi di Klebsiella pneumoniae ipervirulenta (hvKp) nel territorio dell'Unione Europea (UE) e dell'Area Economica Europea (EEA) rispetto ai dati pubblicati nel 2021. Questa variante del batterio, appartenente al tipo di sequenza (ST) 23, ha visto un incremento da quattro a dieci paesi, mentre il numero di casi riportati all'ECDC è passato da 12 a 143.
La diffusione della hvKp ST23 resistente ai carbapenemi nei contesti sanitari e ospedalieri può causare un aumento della morbidità e mortalità tra le popolazioni vulnerabili in questi ambienti.
Un’ulteriore fonte di preoccupazione è rappresentata dal fatto che la hvKp ST23 sta sempre più acquisendo una varietà di geni associati alla resistenza ai carbapenemi, un gruppo di antibiotici di ultima risorsa utilizzati per trattare gravi infezioni.
Il rapido aumento dei casi di Klebsiella pneumoniae ipervirulenta e resistente ai carbapenemi solleva serie preoccupazioni per la salute pubblica nell'Unione Europea. Il ceppo ST23, già di per sé ipervirulento, sta acquisendo una pericolosa resistenza agli antibiotici, rendendo le infezioni derivanti da questa variante particolarmente difficili da trattare.
Fino a qualche tempo fa, ceppi di hvKp erano prevalentemente concentrati in Asia, con una diffusione principalmente associata alla comunità e una bassa resistenza agli antibiotici. Tuttavia, i recenti rapporti indicano un cambiamento significativo nella distribuzione geografica, con un'associazione crescente con le strutture sanitarie e un incremento della resistenza a più anti-microbiotici.
Il Rapporto di Valutazione Rapida rileva un aumento della diffusione del ceppo hvKp ST23 (lignaggio K1) nelle strutture sanitarie all’interno dei Paesi UE/SEE, nonostante si riconoscano maggiori sforzi di controllo.
In tre diversi Stati l’EDCC trova indizi di veri e propri cluster di trasmissione, nonostante questi cluster non sono ancora stati confermati con indagini epidemiologiche dettagliate.
La combinazione di infezioni gravi e resistenza agli antibiotici di ultima generazione crea una situazione critica, che richiede l'attenzione immediata della comunità medica e delle autorità sanitarie.
Visti questi rischi, l'ECDC invita ad adottare misure di mitigazione.
Le misure consigliate includono avvisi tempestivi a medici e laboratori di microbiologia clinica, l'implementazione di capacità di laboratorio sufficienti per la rilevazione di isolati di hvKp, compreso il sequenziamento dell’intero genoma. Inoltre, l'invio di tutti gli isolati sospetti ai Laboratori di Riferimento Nazionali è fortemente raccomandato, insieme a misure migliorate di prevenzione e controllo delle infezioni nelle strutture sanitarie coinvolte.
"L'aumento dei casi di Klebsiella pneumoniae ipervirulenta resistente ai carbapenemi segnalati all'ECDC dai paesi dell'UE/EEA è motivo di preoccupazione a causa della gravità delle infezioni da hvKp, unite alla loro resistenza agli antibiotici di ultima generazione, rende le infezioni difficili da trattare", ha affermato Dominique Monnet, responsabile della sezione Resistenza agli Antimicrobici e Infezioni Associate all'Assistenza Sanitaria dell'ECDC.
L'ECDC sottolinea la necessità di raccogliere ulteriori dati sui casi di hvKp, inclusi dati epidemiologici e fattori di rischio, al fine di comprendere meglio le diverse situazioni nazionali e le vie di trasmissione. Solo attraverso una comprensione approfondita di questi aspetti sarà possibile determinare la necessità di ulteriori misure di sorveglianza e controllo.