La lotta contro COVID-19 e influenza sta mettendo a dura prova i sistemi sanitari in tutto il mondo questo inverno, a causa delle basse percentuali di vaccinazione. In diversi paesi, compresi gli Stati Uniti e nazioni europee, si sono registrati aumenti delle ospedalizzazioni dovute a infezioni respiratorie nelle ultime settimane e i tassi di mortalità tra gli anziani sono aumentati, seppur rimanendo ben al di sotto dei picchi raggiunti durante il picco della pandemia di COVID.
I governi hanno trovato difficoltà nel comunicare i rischi ancora presenti legati al COVID e i benefici della vaccinazione, da quando l'emergenza sanitaria globale è stata dichiarata conclusa nel maggio 2023. Maria Van Kerkhove, direttore ad interim per la preparazione alle epidemie e pandemie dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, ha sottolineando i "bassi" tassi di vaccinazione contro l'influenza e il COVID in molti paesi in questa stagione.
La direttrice dei CDC statunitensi, Mandy Cohen, in un'intervista ha espresso preoccupazione per il fatto che non abbastanza persone abbiano ricevuto il vaccino COVID aggiornato, evidenziando anche come molte non comprendono che il COVID è ancora una malattia più grave dell'influenza.
Negli Stati Uniti, infatti, solo il 19,4% degli adulti ha ricevuto il vaccino COVID nell’ultima campagna autunno-invernale, ma quasi la metà degli adulti statunitensi ha ricevuto un vaccino antinfluenzale (44,9%), una percentuale simile all'anno scorso (44%).
Nell'ultimo mese, secondo l'OMS, sono stati segnalati a livello globale 850.000 nuovi casi di COVID e 118.000 nuove ospedalizzazioni, con un aumento rispetto a novembre del 52% e del 23%, rispettivamente ma le cifre reali potrebbero essere più alte. Anche nell'emisfero sud, dove ora è estate, i tassi di COVID sono in aumento, a conferma che il virus non è ancora stagionale.
In Europa, l'influenza sta circolando a tassi più elevati rispetto al COVID, ha dichiarato il Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (ECDC). Nell'ultima settimana del 2023, il 24% dei cittadini è risultato positivo, in aumento dal 19% di due settimane prima. Tuttavia, l'ECDC non dispone di dati sui tassi di vaccinazione per il continente sia per l'influenza che per il COVID, ma i primi dati mostrano un'adesione al vaccino COVID ben al di sotto dei livelli pandemici.
Gli esperti affermano che i vaccini sono ancora molto efficaci nel prevenire malattie gravi, anche se non bloccano l'infezione. Uno studio recente pubblicato sulla rivista Lancet Infectious Diseases dal Karolinska Institutet e dall'Ospedale Danderyd in Svezia ha scoperto che il vaccino aggiornato, che prende di mira la variante del XBB.1.5, riduce del 76,1% il rischio di ospedalizzazione.
In Europa, i nuovi vaccini COVID sono raccomandati solo per gruppi ad alto rischio, come anziani e immunocompromessi e l’OMS suggerisce che, almeno in questi gruppi, debba essere raggiunta una copertura del 100%.
In Italia, ad esempio secondo i dati del Ministero della Salute del 7 gennaio, solo l'8,6% della popolazione idonea ha ricevuto il terzo booster (quinta dose) anti-COVID.
I vaccini antinfluenzali di quest'anno, riescono a ridurre il rischio di ospedalizzazione del 52%. Tuttavia, la "stanchezza da vaccinazione Covid" sta ostacolando anche la diffusione di questo vaccino.
I dati per l'influenza non sono ancora disponibili, ma uno studio di Federfarma, l'associazione delle farmacie italiane, ha evidenziato come solo il 15% degli italiani è stato vaccinato contro l'influenza questo autunno, rispetto a più del 20% della stagione precedente.