
Secondo i risultati dello studio DINAMO, pubblicati su Lancet Diabetes & Endocrinology, empagliflozin ha fornito miglioramenti clinicamente e statisticamente significativi nel controllo glicemico dei pazienti pediatrici con diabete di tipo 2 rispetto a linagliptin.
«Il diabete di tipo 2 una volta era chiamato 'diabete dell'adulto', ma è sempre più comune tra i bambini, probabilmente in relazione al drammatico aumento del sovrappeso e dell'obesità infantile a livello globale. Negli ultimi decenni, molti nuovi agenti terapeutici in diverse classi di farmaci sono stati approvati per l'uso negli adulti con diabete di tipo 2; al contrario, c'è una certa scarsità di trattamenti per tale patologia nei giovani» afferma
Lori Laffel, del Joslin Diabetes Center, Harvard Medical School di Boston, primo nome dello studio.
I ricercatori hanno valutato l'efficacia e la sicurezza di empagliflozin e linagliptin, due agenti orali con sicurezza ed efficacia dimostrate negli adulti, in bambini e adolescenti. Tra aprile 2018 e maggio 2022, 158 partecipanti di età compresa tra 10 e 17 anni con diabete di tipo 2 sono stati arruolati in 108 centri di 15 paesi e randomizzato, a ricevere empagliflozin, linagliptin o placebo una volta al giorno per 26 settimane.
Dopo il periodo di studio prefissato, i partecipanti al trattamento attivo hanno continuato a ricevere la stessa terapia, mentre gli individui gestiti con placebo sono stati riassegnati in modo casuale a empagliflozin o linagliptin per un'ulteriore valutazione della sicurezza fino alla settimana 52.
L'analisi dei dati ha mostrato che nel gruppo empagliflozin l'emoglobina glicata (HbA1C) dei partecipanti è diminuita entro la quarta settimana, ed è rimasta inferiore a quella del gruppo placebo alla settimana 26, dimostrando un miglioramento nel controllo del diabete con una differenza media aggiustata di HbA1c di 0,84 % a favore di empagliflozin rispetto al placebo.
Nel gruppo linagliptin, invece, è stata riscontrata una diminuzione iniziale di HbA1C alla quarta settimana, seguita da un aumento con un ritorno verso i valori basali alla settimana 26, in maniera simile a quanto osservato nel gruppo placebo.
Allo stesso modo, quando i ricercatori hanno esaminato la glicemia plasmatica a digiuno dei partecipanti, hanno osservato effetti maggiori nel gruppo empagliflozin rispetto al gruppo placebo.
I profili di sicurezza di empagliflozin e di linagliptin corrispondevano a quelli osservati negli studi su adulti con diabete di tipo 2. «I nostri risultati mostrano che empagliflozin fornisce una riduzione clinicamente rilevante e statisticamente significativa di HbA1C nei giovani con diabete di tipo 2, a differenza di linagliptin, e supportano quindi la gestione del diabete di tipo 2 nei giovani con empagliflozin per una riduzione sicura ed efficace dell'HbA1C all'inizio del decorso della malattia. Date le note difficoltà relative al trattamento del diabete di tipo 2 nei giovani e la probabile necessità di una farmacoterapia combinata per raggiungere il controllo glicemico target, la somministrazione orale di empagliflozin insieme all'insulina iniettabile potrebbe rappresentare un approccio promettente» concludono gli autori.
Lancet Diabetes & Endocrinology 2023. Doi: 10.1016/S2213-8587(22)00387-4
https://doi.org/10.1016/S2213-8587(22)00387-4