
"Prima del conflitto, l'
Ucraina aveva registrato una recente ondata di casi di Covid-19. I bassi tassi di test dall'inizio del conflitto significano che è probabile che ci sia una significativa trasmissione non rilevata. Insieme a una bassa copertura vaccinale, questo aumenta il rischio di grandi numeri di persone che possono sviluppare malattia grave". Lo afferma in un tweet l'
Organizzazione mondiale della sanità (Oms). E per favorire le vaccinazioni ai profughi in arrivo dall'Ucraina in queste ore è in corso un coordinamento tra il ministero della Salute, la Protezione Civile e le Regioni. L'emergenza umanitaria, infatti, non cancella quella sanitaria provocata dalla pandemia e l'Ucraina - secondo i dati forniti dal sito Our world in data dell'Università di Oxford - al momento ha una tasso di vaccinazione contro il Covid molto basso: solo il 34,5% della popolazione ha completato il ciclo vaccinale, mentre il 35,6% ha ricevuto la prima dose.
Dal canto suo Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute avverte: prima dello scoppio della guerra, l'Ucraina viveva dal punto di vista del Covid una situazione "problematica, come tutto l'est Europa. Abbiamo più dati dalla Russia e lì la situazione è tragica, c'è una copertura vaccinale del 54% della popolazione, e questo ha provocato centinaia di migliaia di morti. Dall'Ucraina abbiamo meno dati disponibili ma pensiamo che la protezione sia inferiore a quella della Russia, quindi è ancora più problematica". Ricciardi, quindi, ha indicato che "le regioni che accolgono i profughi dall'Ucraina dovranno attrezzarsi per vaccinarli. Nella stragrande maggioranza dei casi, soprattutto per le persone di terza età, questo non è stato fatto in patria e quindi dovremo attrezzarci per farlo qui".