L’Unione europea ha avviato un percorso strutturato per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, con investimenti indicati in 200 miliardi di euro e con un miliardo l’anno destinato ai programmi Horizon Europe e Digital Europe. Nel 2024 è stato inoltre approvato l’AI Act, il primo quadro giuridico completo dedicato all’intelligenza artificiale, che definisce regole per lo sviluppo e l’impiego di sistemi affidabili e incentrati sulla persona.
Accanto alla normativa è stato istituito l’Ufficio europeo per l’IA, con il compito di favorire un’applicazione uniforme dell’AI Act negli Stati membri e sostenere l’adozione delle tecnologie nei settori strategici, inclusa la sanità.
Dalle regole all’uso clinico
Tra i progetti avviati a livello europeo figura COMPASS AI, partito nell’ottobre 2025 nell’ambito del programma EU4Health. L’obiettivo dichiarato è promuovere un’integrazione responsabile ed efficace dell’intelligenza artificiale nella pratica clinica.
Il progetto coinvolge clinici, pazienti, sviluppatori, autorità regolatorie e decisori pubblici per individuare criticità e strategie operative nell’uso dell’IA al letto del paziente e nei percorsi di cura. Sono previste linee guida basate sull’evidenza, validate con studi pilota in contesti clinici reali, oltre a una piattaforma digitale per la condivisione delle migliori pratiche.
Prediabete e medicina di base
Tra gli esempi applicativi viene indicato il progetto PRAESIIDIUM, finanziato da Horizon Europe e recentemente concluso, dedicato alla gestione del rischio metabolico nella medicina di base.
Il sistema combina modelli biomedici, algoritmi di machine learning e dati provenienti da cartelle cliniche elettroniche per la previsione personalizzata del rischio di prediabete. Secondo quanto riportato, l’analisi di oltre 300.000 cartelle cliniche ha consentito di identificare con maggiore precisione i soggetti a rischio di diabete di tipo 2.
È stata inoltre sviluppata una piattaforma digitale che consente ai pazienti di monitorare stile di vita e parametri di salute.
IA e robotica in chirurgia
L’impiego dell’intelligenza artificiale riguarda anche la chirurgia robotica. Il progetto europeo MASTERLY è indicato tra le iniziative dedicate allo sviluppo di sistemi robotici modulari capaci di integrare dati pre-operatori e intra-operatori per offrire supporto decisionale al chirurgo.
In Italia il tema è stato esaminato da Agenas, che nel novembre 2025 ha concluso il primo ciclo di Health technology assessment sulla chirurgia robotica. L’analisi ha riguardato 21 procedure, con sei valutazioni positive, due orientamenti negativi e tredici procedure collocate in un’area intermedia, raccomandate nell’ambito di protocolli di ricerca.
Competenze digitali e formazione
Il tema riguarda anche la preparazione dei professionisti sanitari. Secondo un’indagine Datanalysis 2025 condotta su 2.000 medici, l’83% degli specialisti e il 76% dei medici di medicina generale ritiene che l’intelligenza artificiale cambierà radicalmente la sanità nei prossimi cinque anni. La stessa indagine segnala però differenze nelle competenze, nella fiducia e nell’accesso alle tecnologie.
Sul fronte italiano, il Pnrr destina circa 737 milioni di euro alla formazione di oltre 293.000 dipendenti del Servizio sanitario nazionale sulle competenze digitali.
Il nodo per i professionisti
Il quadro delineato dai programmi europei indica che l’intelligenza artificiale viene proposta come strumento di supporto al giudizio clinico e all’organizzazione del lavoro, non come sostituzione del professionista. Per medici e operatori sanitari, il tema riguarda sempre più la capacità di utilizzare nuovi strumenti digitali in modo appropriato nei percorsi assistenziali.