
Il super green pass con durata illimitata, un nuovo sistema per le quarantene e nuove regole per la gestione dei casi Covid nelle scuole. Da lunedì 7 febbraio, sono cambiate molte misure per provare a tracciare la via per il ritorno alla normalità. A partire dalla gestione dei casi di positività nelle scuole, per quanto concerne gli istituiti dell'infanzia, fino a quattro casi di positività nella stessa sezione/gruppo classe, l'attività educativa e didattica prosegue in presenza per tutti. Nella scuola elementare fino a quattro casi di positività nella stessa classe le attività proseguono per tutti in presenza con l'utilizzo di mascherine ffp2 (sia nel caso dei docenti che degli alunni sopra i 6 anni) fino al decimo giorno successivo alla conoscenza dell'ultimo caso di positività. Nelle scuole medie e superiori con un caso di positività nella stessa classe l'attività didattica prosegue per tutti con l'utilizzo di mascherine ffp2. Con due o più casi di positività nella stessa classe i vaccinati e i guariti da meno di 120 giorni o dopo il ciclo vaccinale primario, i vaccinati con dose di richiamo e gli esenti dalla vaccinazione proseguono l'attività in presenza con l'utilizzo di mascherine ffp2. Per gli altri studenti è prevista la didattica digitale integrata per cinque giorni. I dirigenti scolastici si dicono preoccupati «perché ci sono contraddizioni tra alcune disposizioni del decreto legge, altre del ministero della Salute e dell'Istruzione, altre ancora delle Regioni».
Che si stia aprendo «una nuova fase per il Paese» è lo stesso coordinatore del Cts
Franco Locatelli ad annunciarlo. Il quale però avverte: «Va gestita la riapertura», con un'«adeguata progressività». L'ultima misura a cadere sarà probabilmente il certificato verde: ad avviso di
Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute, bisognerà mantenerlo almeno per tutta l'estate. Archiviate le modifiche alle quarantene e mandate in soffitta le restrizioni dei colori (restano in vigore quelle in zona rossa, ma solo per i non vaccinati), un'altra tappa sarà quella del 15 febbraio, quando scatterà l'obbligo del Super pass al lavoro per gli ultracinquantenni. Il decisivo giro di boa ci sarà però con la scadenza dello stato di emergenza il prossimo 31 marzo: se quest'ultimo non dovesse essere prorogato, andranno ridiscussi con le aziende gli accordi sullo smartworking e anche la struttura dell'attuale Commissario, il generale Francesco Figliuolo, diventerebbe 'ordinaria' (in alternativa servirebbe un decreto ad hoc, per l'assegnazione di poteri straordinari). Ma è ormai certo che dopo marzo, in qualsiasi caso, il lasciapassare verde dovrà ancora essere utilizzato per diversi mesi.
«I numeri sembrano segnalare una tendenza nuova, anche se è ancora importante restare con i piedi per terra», fa sapere, intanto, il ministro della Salute,
Roberto Speranza, commentando l'andamento dei casi positivi e dei ricoveri nell'ultima settimana. Nella trasmissione e-Venti, su Sky TG24, il ministro ha detto inoltre che «stiamo riuscendo a piegare la curva epidemica senza restrizioni e senza misure particolarmente invasive» e che «il Green pass è stato un passo in avanti in questa direzione». E' comunque, presto, per il ministro, per abbandonare la prudenza, tanto che «le mascherine continueranno a essere le nostre compagno di viaggio ancora per una fase significativa». Dello stesso parere anche
Giorgio Palù, presidente del cda dell'Aifa che sul Corriere della Sera spiega: «È presto per dire se il Covid-19 sia in via di esaurimento. Mentre la curva epidemica è in fase di regressione in oltre 20 Paesi del mondo, assistiamo ancora alla rapida crescita dei casi nell'Est Europa e nel Sudest asiatico. Il pianeta è molto più densamente popolato del secolo scorso e esistono aree popolate da comunità ancora suscettibili al virus perché non vaccinate o immunizzate in seguito all'infezione naturale». Sulla variante omicron precisa: «È diventata più trasmissibile, più attrezzata per evadere la risposta anticorpale innescata da vaccino e infezione naturale e capace di resistere all'efficacia terapeutica della maggior parte degli anticorpi monoclonali. La variante ha però acquisito anche nuove mutazioni che la renderebbero incapace di causare polmoniti gravi. Ma non si può etichettarla come banale raffreddore, specie nei soggetti gracili e non vaccinati». Affianco al vaccino nel contrasto al Covid, il virologo annovera gli antivirali con maggiore attività: «Se usati precocemente in un contesto di prossimità territoriale avrebbero potuto salvare molte vite, ma non sempre è successo».