
L'Aifa ha deciso di estendere in via del tutto precauzionale e temporanea, in attesa dei pronunciamenti dell'Ema, il divieto di utilizzo del vaccino AstraZeneca Covid19 su tutto il territorio nazionale. Lo riporta una nota dell'Agenzia che sottolinea come "tale decisione è stata assunta in linea con analoghi provvedimenti adottati da altri Paese europei. Ulteriori approfondimenti sono attualmente in corso" continua la nota aggiungendo che Aifa, in coordinamento con Ema e gli altri Paesi europei, valuterà congiuntamente tutti gli eventi che sono stati segnalati a seguito della vaccinazione. La decisione dell'Agenzia regolatoria italiana arriva dopo che anche la Germania ha sospeso l'uso del vaccino.La stessa decisione la scorsa settimana era stata presa da Danimarca, Norvegia e Islanda. A cui si è unita l'Olanda. Nel frattempo,
Marco Cavaleri, responsabile per la strategia vaccinale dell'Ema, in audizione all'Europarlamento rassicura: "Il rapporto tra benefici e rischi" per il vaccino anti-Covid di AstraZeneca "è considerato positivo e non vediamo alcun problema nel proseguire le vaccinazioni utilizzando questo vaccino" ha detto. "Stiamo esaminando i dati e gli eventi letali riportati per tentare di capire se ci sono cluster specifici di casi" legati "a certi tipi di patologie o allo status medico dei soggetti", ha aggiunto Cavaleri, sottolineando che finora non vi sono evidenze che "dimostrino un rischio emergente che influenzi il rapporto benefici/rischi".
Sempre Cavaleri ha ricordato come dai primi studi fatti, i vaccini Rna messaggero (Moderna e Pfizer-Biontech) hanno "un'ottima efficacia contro le nuove varianti del Covid". Allo stesso modo, anche "il vaccino Johnson&Johnson di recente approvato dall'Ema"
è risultato efficace" ha detto all'Europarlamento. "Secondo un piccolo studio su duemila casi, il vaccino AstraZeneca è risultato invece non efficace" contro la variante sudafricana, ha spiegato Cavaleri, indicando tuttavia che sarà necessario attendere "studi più ampi" per verificarne la reale efficacia. Infine, il responsabile per la strategia vaccinale Ema ha precisato come "il vaccino anche a chi è già stato infettato potrebbe avere senso, come spiega anche l'Organizzazione mondiale della Sanità. E' comprensibile che non
siano al momento gruppi prioritari, ma stiamo discutendo se in questi casi potesse essere sufficiente una dose singola" ha concluso.