
Trasformare le linee programmatiche in linee d'azione. È il ruolo fondamentale di Agenas, l'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, come ricorda il direttore generale
Domenico Mantoan, già presidente di Aifa, coordinatore della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni e Province autonome e direttore generale dell'area Sanità e Sociale,
intervistato da Doctor33. Mantoan, in una video intervista, precisa quanto sia importante il ruolo delle agenzie intermedie, come Agenas, per mettere a sistema e sperimentare modelli organizzativi.
Per il nostro Sistema sanitario è fondamentale ripartire da un modello organizzativo territoriale, spiega Mantoan: «Viene richiesto un grande sforzo alla sanità italiana nei prossimi mesi; se non cogliamo questa occasione, potremmo trovarci impreparati nei prossimi anni». «La pandemia ha messo in evidenza le criticità accumulate negli ultimi dieci anni dal Sistema sanitario italiano. Negli anni abbiamo deliberatamente scelto di avere un modello ospedaliero snello con il numero più basso di posti letto negli ospedali in Europa. Sono state fornite delle linee di indirizzo per questo sistema ospedaliero che alla fine si è dovuto prendere in carico il peso maggiore degli effetti della pandemia: questo perché nel frattempo non è stato creato un modello organizzativo uniforme territoriale. O torniamo ad avere un numero doppio di posti letto, oppure è necessario creare un modello territoriale, di prossimità. Diventa imperativo, oggi, organizzare un modello uniforme del territorio. Questo si può fare ripartendo dalle esperienze di alcune regioni come Veneto, Lombardia, Emilia-Romagna o Toscana e metterle a sistema, creare modelli organizzativi per implementare questo modello definito in tutta Italia». Ci sono esempi virtuosi, citati dal Direttore generale di Agenas, da cui partire: «In questi mesi, durante la pandemia, il Parlamento ha legiferato e sono stati individuati l'infermiere di famiglia, le Usca, le Centrali operative territoriali, anche se in caso di emergenza».
«Nella pandemia la differenza l'ha fatta chi ha saputo apportare modelli organizzativi efficaci - approfondisce Mantoan -. Il prodotto salute è dato dall'interazione di professionisti della sanità. La capacità di far interagire gli attori della sanità è fondamentale, è un'arte. Per questo la formazione manageriale è una sfida che dobbiamo cogliere». Un tema essenziale per la riorganizzazione è dunque, secondo Mantoan, la formazione dei professionisti: «È necessario implementarla, sia per gestione della cronicità sia per la gestione organizzativa: il profilo manageriale va formato nuovamente, in un momento in cui diventano fondamentali le nuove formule di telemedicina e di innovazione tecnologica - prosegue -. Ci sono due filoni su cui investire: aumentare nei nostri professionisti le capacità di gestione dell'innovazione informatica e abituarli all'elaborazione dei dati, dal momento che in questi mesi si è evidenziata la carenza di professionisti in grado di elaborare i dati dal punto di vista epidemiologico. Nel nostro Paese manca una scuola di Management sanitario, la creazione di un network per andare a formare i futuri gestori della sanità, una scuola nazionale che abbia contenuto e corso uniforme, in cui lo Stato e le Regioni possano formare le future classi dirigenti».
Mantoan, infine, ripercorre l'esempio virtuoso del modello della regione Veneto, dov'è stato direttore generale della Sanità: «In Veneto ho sempre creduto che l'indagine epidemiologica sia fondamentale. Nella pandemia abbiamo creato gruppo di lavoro multidisciplinare e l'elaborazione del dato è stata fondamentale e ci ha dato la possibilità di prendere decisioni rapide. È importante, per qualsiasi Sistema sanitario, avere dei dati alimentati e corretti e avere la capacità da parte dei gruppi di lavoro di interpretarli e di trasformarli in azioni. Anche la catena di comando deve essere veloce per prendere decisioni in tempi brevi».