mag102012
Novantacinquemila mail inviate al governo Monti in una settimana. 24mila ricevute tra il 5 e il 6 maggio. È questo il bilancio dell’iniziativa lanciata da Palazzo Chigi che chiedeva ai cittadini, esasperati dagli sprechi, di fare segnalazioni sulla spending review. E i cittadini hanno risposto in modo considerevole, come confermano i numeri, al punto che il governo ha dovuto istituire una speciale task force per catalogare le segnalazioni. A scrivere, secondo un primo bilancio sommario sono in prevalenza cittadini comuni, giovani in particolare, ma anche dipendenti delle pubbliche amministrazioni e liberi professionisti, ricercatori, professori universitari oltre a imprenditori, associazioni di categoria, enti no-profit. Si va dalle mail che segnalano sprechi circoscritti a singole amministrazioni e quelle che intervengono su grandi temi di interesse pubblico. E la sanità è uno dei settori più gettonati. Un cittadino di Treviso, per esempio, segnala che i pasti inutilizzati dalle mense degli ospedali finiscono nella spazzatura e sempre dal nord-est arrivano segnalazioni di strutture sanitarie accese anche d’estate. Da Lecce c’è chi segnala la questione della razionalizzazione delle dosi dei farmaci: «Se un medico prescrive una cura che dura 10 giorni, perché la farmacia dà una confezione da 30?» Infine non mancano i suggerimenti da Pavia auspicano, per esempio, l’accorpamento delle aziende ospedaliere: «La provincia di Pavia ha circa 500mila abitanti. C’è una Asl con 4 direttori e c’è un’azienda ospedaliera con almeno tre direttori. Che dite accorpiamo?». Per ora è stato catalogato solo il 20% delle mail ma i messaggi continuano ad arrivare senza sosta. E se queste sono le premesse (M.M.).