I medici di medicina generale continuano a diminuire e le maggiori criticità si concentrano nelle province del Centro-Nord. Secondo i dati diffusi dal Sole 24 Ore, elaborati a partire dal database Iqvia OneKey, negli ultimi dodici mesi i medici di famiglia attivi e convenzionati con il Servizio sanitario nazionale sono scesi a circa 40.374, rispetto ai 43.018 rilevati nel 2025, con una riduzione del 6,15%.
Le situazioni più critiche emergono nelle province di Pistoia, dove si registra un medico di famiglia ogni 1.520 residenti maggiorenni, Rovigo e Lodi, entrambe con un rapporto di un medico ogni 1.507 abitanti adulti. Valori che superano il massimale di 1.500 assistiti per medico e che evidenziano le difficoltà crescenti nell'accesso alle cure territoriali.
Secondo l'analisi riportata dal quotidiano economico, le carenze risultano particolarmente evidenti nelle regioni del Nord. A Monza e Brianza si conta un medico ogni 1.475 abitanti, a Como uno ogni 1.474, a Bergamo uno ogni 1.435, mentre nella città metropolitana di Milano il rapporto medio è di un medico ogni 1.430 residenti maggiorenni.
L'articolo evidenzia come il numero dei medici di famiglia sia in costante diminuzione a causa dei pensionamenti, delle difficoltà di copertura delle sedi disagiate e della scarsa attrattività della professione per i giovani medici. I professionisti rimasti sono sempre più spesso chiamati a gestire carichi assistenziali superiori alla soglia ottimale di 1.000 assistiti.
Il tema si inserisce nel confronto sulla riforma della medicina generale allo studio del Ministero della Salute e delle Regioni. Tra le ipotesi in discussione vi è l'introduzione di un doppio canale, con il mantenimento del sistema convenzionale accanto a una quota di medici assunti come dipendenti del Servizio sanitario nazionale per operare nei territori con maggiori carenze e nelle nuove Case di Comunità previste dal Pnrr.
Secondo quanto riportato dal Sole 24 Ore, questa soluzione incontra però la contrarietà di una parte significativa della categoria e di alcuni settori della maggioranza, alimentando le incertezze sull'esito del progetto di riforma.
L'analisi segnala infine una situazione relativamente più favorevole in diverse province del Mezzogiorno. A Messina il rapporto è di un medico ogni 996 abitanti, ad Agrigento di uno ogni 1.034 e a Catania di uno ogni 1.038. Un dato che, secondo il quotidiano, risente anche della riduzione della popolazione residente dovuta alle migrazioni interne e verso l'estero.