giu122012
Europa priva di strategie comuni: 15 paesi senza vaccini obbligatori
Su 29 Paesi europei (27 dell'Unione europea, più Islanda e Norvegia) 15 nazioni non hanno alcuna vaccinazione obbligatoria, mentre gli altri 14 ne hanno almeno una all'interno del proprio programma vaccinale. È quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista Eurosurvellance, che ha valutato 15 vaccini. In particolare, è stato notato che la vaccinazione contro la poliomielite è obbligatoria in 12 Paesi per bambini e adulti, quella per difterite e tetano in 11 paesi e quella per l'epatite B in 10. Dei 15 vaccini considerati, otto rientrano in una strategia mista tra vaccini obbligatori e raccomandati. Tutti e 29 i Paesi hanno la vaccinazione contro difterite, epatite b, Haemophilus influenzae tipo B (Hib), influenza, morbillo-orecchioni-rosolia, pertosse, polio e tetano nel loro programma vaccinale. In totale 28 paesi hanno il vaccino contro la malattia da pneumococco invasivo nelle loro raccomandazioni o leggi, alcuni solo per i bambini altri anche per adulti e gruppi a rischio. Molte altre vaccinazioni (epatite A, papilloma virus umano, meningite da sierogruppo c, tubercolosi e varicella) sono considerate almeno da 20 dei Paesi. Il vaccino contro il rotavirus invece è incluso nel programma di immunizzazione di soli 9 paesi. In Italia, la Regione Veneto (che ha una popolazione di cinque milioni di persone) nel 2007 ha sancito la sospensione dell'obbligo vaccinale per l'età evolutiva per tutti i nuovi nati a partire dall'1 gennaio 2008 contro difterite, tetano, poliomielite ed epatite B. In seguito a questa decisione, l'andamento della copertura è stato monitorato nel 2010 e ha mostrato un leggero calo dei tassi di copertura vaccinale per tutte la vaccinazioni per cui c'era l'obbligo prima del 2008, anche se i livelli rimangono sopra l'obiettivo del 95% del Piano nazionale vaccinale.